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mercoledì 19 novembre 2014

Le scrippelle 'mbusse, tipica pietanza teramana


Le scrippelle mbusse, tipica pietanza del teramano, sono delle sottili frittatine preparate con farina, uova e acqua.
Dopo averle arrotolate ed eventualmente tagliate a tronchetti per meglio prenderle col cucchiaio esse vengono ‘mbusse (bagnate) in brodo preferibilmente di gallina.

Però come tutti i teramani sanno esse possono essere utilizzate anche nella preparazione di un'altra specialità locale: il timballo alla teramana.
In questo caso le scrippelle vengono usate in sostituzione della sfoglia di pasta, disponendole a strati, una sull’altra, e alternate con un ricco condimento composto da carciofi fritti (oppure spinaci o piselli) e scamorza, polpettine, parmigiano e sugo realizzato con un trito di carne di manzo, agnello e maiale,
Altro utilizzo è quello di adoperare le scrippelle per realizzare i cannelloni, altra prelibatezza teramana, e i fagottini.

Dal punto di vista storico con ogni probabilità le scrippelle sono una derivazione rielaborata delle crêpes francesi.
La loro versione ‘mbusse, ossia bagnate in brodo sarebbe stata invece inventata da un cuoco teramano, Messer Enrico dei Castorani, che aiutava un cuoco francese addetto alla mensa degli ufficiali di stanza a Teramo.
Al posto del pane il cuoco francese usava passare ai commensali le crêpes, perchè le riteneva più gradite e appetibili del rozzo pane di granoturco e del pane nero prodotti in quel periodo di carestia.
Per un caso fortuito un vassoio di crêpes che Messer Enrico dei Castorani stava preparando, cadde in un recipiente colmo di brodo.
Non sapendo come rimediare il cuoco teramano pensò bene di servire, al posto della minestra, quel delizioso miscuglio di crêpes e brodo di gallina.

Verità storica o leggenda?
Sembra che nacquero così le “scrippelle” teramane in brodo.

Per la preparazione delle scrippelle (o screppelle), occorre amalgamare uova e farina, diluendole con mezzo bicchiere d’acqua per ogni uovo. Unta la padella con lardo (o con olio) e lasciata scolare per un po’, con un mestolo si versa l’impasto un poco alla volta, e lasciando cuocere a fuoco basso, così da ottenere delle frittatine molto sottili.
Qui occorre l'abilità e la destrezza del cuoco che deve spargere la pastella in maniera uniforme e far formare un sottilissimo strato, simile ad un velo.
La cottura è molto veloce e ci vuole appunto una certa abilità nel rigirare a metà cottura la scrippella per farle raggiungere la cottura da ambo i lati.

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