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domenica 20 dicembre 2015

A Scanno, nel paese più fotogenico d'Abruzzo!

La gramigna vetta è chiusa in una morsa di nembi grigi.
Il pastore che si avvicina con le sue pecore ha la faccia bruna e il pizzetto da satanasso.

La vecchia casa dall'orto disfatto si oppone a fatica al vento.
Il pelo bianco dell’arcigno guardiano abruzzese si drizza a ogni folata.

Lo sguardo del grosso cane atterrisce.
Le gambe del vecchio transumante sono venate di blu e i piedi, rattrappiti, sembrano radici contorte sotto i pantaloni corti che paiono sottratti al figlio giovane.
Me lo avevano detto ma stentavo a crederci.
A Scanno c’è ancora qualche pastore italiano che si ostina a esser tale e a non servirsi di macedoni.
Da Gregorio, nell'azienda agricola Valle Scannese che mi ospita, le pecore sono così tante che gli stranieri, invece, sono indispensabili.

Il vecchio non vuole tanto parlare, è come appesantito dai giorni vissuti.
Indica le bestie come a dire che tutti questi anni sono uguali l’uno all'altro.

Eppure, quanti ricordi potrebbe regalarci.
L’uomo comunque pare di buona indole.


Il carattere non ce lo scegliamo, credo, ci viene donato e non certo costruito.

Lo consegna il buon Dio, insieme a polmoni, fegato, pancreas.
Mi avvio verso l’agriturismo posto a pochi chilometri da Scanno sulla tortuosa e panoramica strada del Passo Godi che porta a Villetta Barrea, mentre le prime grosse gocce di questa perturbazione agostana scendono giù dal cielo nero.
Qui il tempo pare essersi fermato.

Siamo nel cuore dell’antichissimo tratturo che le greggi attraversavano fino a Candela di Foggia.
Non mi resta che mangiare.
D'altronde, ditemi, ci può essere scorribanda che prescinda dalla buona cucina o piatto tipico che non contribuisca alla cultura e alla conoscenza dei luoghi che si visitano?
Scanno, borgo caratteristico ai margini del Parco Nazionale d’Abruzzo, il più vetusto d’Italia, non è famoso solo per il suo bellissimo lago, unico naturale in regione.
I suoi gioielli “presentosi” creati in filigrana dalla fervida fantasia e maestria degli artisti di bottega, le tradizioni difese a oltranza, l’aria buona, i pizzi lavorati al tombolo, i centrini, gli scialli e le tovaglie artigianali, oltre alla buona cucina, fanno di Scanno una meta ambita in tutto il mondo.

Ho voluto ripercorrere la strada fatta dal geniale disegnatore Maurits Cornelius Escher, solitario precorritore di montagne d’Abruzzo.
L’olandese era giunto ad Anversa degli Abruzzi, luogo che ispirò il vate D’Annunzio nella sua tragedia “La fiaccola sotto il moggio”, recandosi nel pittoresco borgo di Castrovalva, sospeso a nido d’aquila sulle severe rocce delle gole del Sagittario.
Qui creò un dipinto del paese costruito sulle pareti della montagna.
Poi arrivò a Scanno e l’emozione fu grande.
Si trovò davanti a un abitato scenografico: un’armonica somma di stili, dal medioevo al barocco, passando per il rinascimento.

Il centro storico caratteristico con le sua case addossate, i palazzotti gentilizi, le scalinate, il tessuto urbano di vicoli e archi lo colpirono allo stesso modo in cui rimase basito nel 1846, Edward Lee.

Avevano scoperto uno dei borghi più fotogenici d’Italia!
Quanto scrittori hanno ricercato ispirazione negli angoli più suggestivi di questo paese incredibile!

A tavola portano un trionfo di formaggi fatti da Gregorio e figli, caciocavallo e pecorino in primis, poi gnocchi della casa, agnello locale con cicoria ripassata in padella e un vinello di uve montepulciano niente male.

Per finire una ricottina calda, appena fatta con sopra la marmellata di uva e la crostata con l’uva canina.

Sono in un vero agriturismo, per giunta bio, non inventato per strappare contributi statali!
Finalmente satollo e soddisfatto, riesco a guardarmi intorno.
Le foto alle pareti sono deliziose.
Le donne antiche sono vestite con i costumi tipici della festa. Raccolgono i loro capelli stretti nelle crocchie e mi chiedo quanto lavoro occorresse per pettinarli.
Tra i visi rugosi si insinuano anche sguardi infantili di bambini anch’essi agghindati nei fantastici costumi scannesi.

La voce alle mie spalle è della figlia del proprietario:
“Se vuoi vederle basta andare a messa stasera a Santa Maria della Valle.
Le trovi tutte lì le vecchine e pare che il tempo si sia fermato”.
Il tempo pare volgere al bello, finalmente.

Mi reco in paese e, quindi alla parrocchiale.
È bella la facciata rinascimentale con il portale del secolo XVI di scuola borgognona.

Anche il campanile cinquecentesco, di quasi 40 metri, è niente male con la sua torre quadrata.
Il rosone è rifatto dopo il danneggiamento del terremoto di Avezzano del 1915.



L’interno è a tre navate, anch'esso rifatto a causa dei rovinosi terremoti del settecento.
Il pavimento in cotto rosso è stato appena realizzato, poco prima del duemila.
Bello il pulpito e belli i confessionali in noce.
Interessanti gli affreschi seicenteschi di Sant'Eustachio, San Biagio e l’Assunta.

I fedeli della domenica arrivano fin sotto l’altare maggiore con i marmi policromi del 1732, realizzato su disegno di Panfilo Ranalli di Pescocostanzo.
Fra di essi ci sono diverse anziane che indossano il costume tipico. Sono bellissime da vedere.
Sfileranno tutte nel giorno di ferragosto, quando si festeggerà l’Assunzione della Beata Vergine Maria.
Le guardo e penso che anche fino a pochi attimi dalla fine della vita, non si rinuncia al proprio modo di essere.
Guardando agli avambracci cadenti di queste che un tempo erano splendide donne, ma anche all'entusiasmo e alla fierezza con cui portano il loro bel vestito capisco che la trasformazione non è opera di un mago cattivo.

Un prato è radioso in primavera ma è sotto silenzio, tra gelo e neve in inverno.
Le stagioni della vita aiutano a incontrare Dio in situazioni sempre diverse.
È splendido perdersi nei vicoli di Scanno!

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Per arrivare a Scanno consiglio di prendere la A25 Pescara Roma, uscita Cocullo.
Potrete così visitare la splendida Oasi delle gole del Sagittario, Anversa degli Abruzzi, il pittoresco borghetto di Castrovalva e Villalago con l’eremo di San Domenico, il santo dei serpenti di Cocullo.

Per mangiare e dormire ci sono moltissimi agriturismo fuori Scanno, affittacamere in paese e alberghi sul lago. Sono tutti aperti anche in inverno quando si scia verso Passo Godi.
L’agriturismo di cui parlo nell'articolo, è l’Azienda Agricola Rotolo Gregorio - località Valle Scannese (www.vallescannese.com). Al suo interno c’è un fornito punto vendita di prodotti biologici dell’azienda.
Per contatti telefoni: 0864576043 – 3465043806- 3482886912.
Concordate bene i prezzi che a volte risultano “ballerini”.

Molte sono le botteghe artigiane degli orafi. Io ho acquistato con soddisfazione una “presentosa” in filigrana a un prezzo onesto ma si trovano anche "amorini" in collane, ciondoli e pendenti da orecchie, croci in oro, tutti rigorosamente di produzione artigianale.

Sul lago, dove beatamente transitano anatre di ogni tipo, c’è la possibilità di fare picnic e di andare in pedalò.

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Articolo di Sergio Scacchia pubblicato sul blog Paesaggio Teramano collegato alla rivista omonima.
Sul blog "Paesaggio Teramano" possibilità di visionare o fare il download dei numeri della rivista già pubblicati.
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mercoledì 8 maggio 2013

Scanno: dove la natura e il tempo danno spettacolo!

A cinquanta chilometri da Castel di Sangro e quaranta da Pescasseroli, al vertice di un triangolo d’itinerari di grande rilevanza turistica, sorge un luogo idilliaco.

Di là delle aspre gole dove, impetuoso, gorgoglia il Sagittario, incastonato tra montagne maestose e silenti, il lago appare al viaggiatore immerso in una pittoresca cornice che abbraccia lo sperone roccioso dove emerge l’antico e affascinante borgo di Scanno, una delle tante meraviglie d'Italia, non a caso presente nel lungo elenco dei "Borghi più Belli d'Italia".

E’ un fascino singolare quello che emana da questi luoghi.
Tutto parla di fantasie e immagini del passato.

Passeggiando per le anguste viuzze non è improbabile che all’improvviso balzi davanti agli occhi, la magnificenza di una donna anziana o di una bella bimba in costume tradizionale.

Di certo non mancherà colei la quale fila un tombolo davanti all’uscio di casa o il contadino che, dopo la fatica dei campi, si ferma a giocarsi un birillo di buon vino alla “morra” davanti l’antica cantina dalla volta a botte!

Non visitate il paese con la fretta di chi vuole scendere al lago per il classico picnic.

Regalatevi tempo per i particolari.

Vagate senza meta tra le case e i palazzi nobiliari.
Incrociate lo sguardo dei volti.


Poi alzate gli occhi e gustate le belle montagne di memoria dannunziana che fanno da sfondo regale al tutto.

Il monte Genzana, il balcone del valico del Carapale da dove, salendo, trovate una veduta splendida del lago, tutto è un affascinante preludio che porta, di là da Passo Govi, a uno dei più vecchi Parchi Nazionali d’Italia, quello d’Abruzzo, vero santuario della natura.

Leggende antiche si sovrappongono l’una sull’altra, aumentando l’alone di mistero che permea il luogo.

Storie millenarie raccontate da scrittori dell’ottocento, affermano che queste contrade furono originate da un primitivo ceppo orientale e che, per molti secoli, gli antenati dei feroci Saladini abbiano calcato questa terra.

Avvolto da mistero anche l’etimologia del nome.
Si dice che essendo il borgo adagiato su di un colle circondato da severe montagne, la tradizione fantasiosa degli anziani lo definì uno scranno, uno sgabello!

Non perdete la chiesa di Sant’Eustachio, patrono del paese, di là dell’arco medioevale sormontato dalla Torre Vecchia.

All’interno del luogo sacro c’è una bellissima statua della Madonna con il volto bruno del secolo XV e l’effige lignea del santo protettore del 1700.

Visitate anche la parrocchiale di Santa Maria a Valle con la sua facciata rinascimentale e il campanile di 35 metri del 1500.

L’interno a tre navate è in struttura romanica e contiene due pregevoli acquasantiere, il pulpito e i quattro confessionali di legno.


Le mogli vi costringeranno allo shopping sfrenato nelle gioiellerie, vista la tradizione orafa locale e nei negozi tradizionali, dove fanno bella mostra di sé i merletti a tombolo famosi nel mondo.

Nelle trattorie di Scanno il cibo è sublime.

Provate la ricotta del posto, semplicemente deliziosa e poi “sagne e fagioli”, i “cazzellitti con le foglie”, l’agnello locale e i dolcissimi mostaccioli.

Nel pomeriggio scendete al lago.
Noleggiate una bici e pedalate fino alla ridente Villalago.

Alzando gli occhi, tra faggi dalle radici aeree e tronchi massicci bizzarramente scolpiti, i boschi circostanti regaleranno benessere.

Raggiungete Scanno attraverso la statale 479 che collega Sulmona a Villetta Barrea, utilizzando l’autostrada A25, uscita Cocullo. 
Buona gita!

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Articolo di Sergio Scacchia pubblicato sul blog Paesaggio Teramano collegato alla rivista omonima.
Sul blog "Paesaggio Teramano" possibilità di visionare o fare il download dei numeri della rivista già pubblicati.
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