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martedì 18 giugno 2013

Traversata delle Gole del Salinello (1996-05-12)


La traversata delle Gole del Salinello ha rappresentato una delle più emozionali tra le escursioni del 1996.
Incassate tra i Monti Gemelli del Foltrone e della Montagna dei Fiori con la cima del Girella le gole sono un vero e proprio canyon dalle pareti strettissime a strapiombo modellate dal lento lavorio dell'acqua.

A rendere ancora più interessante la giornata la visita ad uno degli eremi presenti in zona: la Grotta di Sant'Angelo nel cui interno troviamo un altare con mensola in pietra del XIV° secolo dedicato all'Arcangelo Michele.

Ecco "Lu Caccame", la splendida cascata che ci accoglie con i suoi due salti di 35 metri di dislivello.


Le altissime pareti rocciose si avvicinano sempre più dando l'impressione di volerci cadere sopra fino al punto più stretto e suggestivo dove la distanza non è di più di tre metri con una altezza di circa duecento.

Sotto al Monte Girella l'escursione ci regala nuove emozioni .. stiamo per arrivare nei pressi dei ruderi di Castel Manfrino a 963 metri di altezza.
La fortificazione di Castel Manfrino eretta nel 13° secolo dagli Svevi ad opera di Manfrino fu ulteriormente rafforzata dagli Angioini ricoprendo un ruolo strategico nello scacchiere difensivo dell'epoca.

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 3,30 minuti ed è stato pubblicato su cinque canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
(YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV.

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Infine la pubblicazione del video è stato comunicato attraverso Twitter
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domenica 3 giugno 2012

Escursione da Battaglia al Monte Foltrone (1996-05-04)




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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 4 minuti ed è stato pubblicato su cinque canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
(YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV - Kewego).

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domenica 6 maggio 2012

Escursione Umito - Cascate della Volpara (1996-05-05)


Percorso: da Umito attraverso il Fosso della Montagna, il Rio della Prata, il Rio Volpara, le Cascate della Volpara con rientro ad Umito.

L'escursione che vogliamo proporre oggi fu effettuata il 5 maggio 1996 e parte dal paese di Umito a due passi da Acquasanta Terme abitato da poche decine di persone con le sue vecchie case adornate con i gufi, vecchi balconi in legno di origine longobarda.

Nei dintorni del paese si ricorda il triste episodio di un gruppo di partigiani tradito nel marzo del 1944 da un sottufficiale acquasantaro passato al nemico.
I partigiani e i tedeschi ingaggiarono una cruenta battaglia e oltre 50 partigiani perirono.

Oggi a Pozza, nei pressi di Umito, un piccolo cimitero partigiano ricorda il sacrificio di quegli uomini.

L'escursione in un mare di verde, risalendo la splendida valle del Fosso della Montagna e del Rio Volpara sul versante nord dei Monti della Laga, ci ha regalato la visione delle splendide Cascate della Volpara.
Traversato il torrente che forma una piccola ma bella cascata si comincia a costeggiare da vicino il Rio Volpara che qui presenta bellissime lastronate di arenaria accarezzate dall'acqua che vi forma scivoli e vasche





 


 






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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 4 minuti ed è stato pubblicato su cinque canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
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sabato 28 aprile 2012

Escursione Anello di Cerqueto (1996-04-28)



Percorso: da Cerqueto attraverso il Rio Ferroni, Peschiofolle, il Colle Varo, il Colle del Fiele, il Colle dei Prati Mignari, il Fosso Faina, la fonte Macinelli, la Fonte Salse e il rientro a Cerqueto.

Il paese di Cerqueto, nel cuore del Gran Sasso, conserva notevoli caratteri di antichità, soprattutto nella parte alta, il cosidetto "Borgo Vecchio" dove abbiamo incontrato degli interessantissimi esempi di gafi.

L'escursione non è stata felice dal punto di vista metereologico ma si è rivelata bellissima grazie alla visita proprio del paese e soprattutto del "Museo delle antiche tradizioni contadine" che ha chiuso la nostra serata in bellezza.

Non abbiamo potuto godere dello splendido panorama che da Collevaro si apriva sui Due Corni, sul Monte Corvo e su Pietracamela a causa della nebbia.

Naturalmente ci torneremo.

Ma sui Prati Mignari a 1.500 metri splendide fioriture di crochi e primule ci hanno abbondantemente ripagati della fatica.

L'etimologia del toponimo di Cerqueto è trasparente, da Querceto a Cerqueto seguendo l'antico dialetto locale dove ancora oggi "Cerqua" sta per Quercia.
La visita al Museo del Folclore conclude degnamente la nostra splendida giornata

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
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sabato 14 aprile 2012

Escursione Anello di Pascellata (1996-04-21)



Percorso: da Pascellata, attraverso la Sorgente Solforosa, il Collatto, l'Area Martese, la Casetta Ianuari, la Costa Cesa Grande con rientro a Pascellata

Paese della Laga, Pascellata è a 840 metri sul livello del mare.

Questo anello ci introduce nel cuore dell splendida Valle Castellana, valle nella quale gli abitanti del luogo ancora oggi riescono a trarre legna, fieno, castagne e funghi.

Una vallata ricca di sorgenti d'acqua che conferiscono alla vegetazione un rigoglio e dei colori veramente unici.

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
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domenica 25 marzo 2012

Traversata da Guazzano a Battaglia (1996-03-31)



Percorso; da Guazzano attraverso il Pian Cerreto, Rivolta, la Fonte delle Iaccere, il Bosco Borco, la Sorgente delle Trocche con arrivo a Battaglia,

La traversata Guazzano - Battaglia ci ha introdotti nei Monti Gemelli, in particolare nella Montagna di Campli o del Foltrone, di 1718 metri di altezza.

Isolato all'angolo nord orientale del Parco Gran Sasso Monti della Laga il gruppo dei Monti Gemelli è una entità a se stante, poco conosciuta ma interessantissima.

La Montagna del Foltrone presenta una caratteristica struttura a ferro di cavallo e la cresta sommitale continua ad occidente con un complicato sistema di rilievi minori che collegano il Foltrone con i lunghi crinali della Laga, culminanti con il Monte della Farina, oggetto di un'altra escursione e il Monte Tre Croci le cui pendici sfiorano le porte di Teramo

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domenica 18 marzo 2012

Amarcord Escursionismo - Traversata da Fornisco a Morrice (1996-03-24)

Percorso: da Fornisco attraverso Colle Secco, il Colle della Casetta, il Fosso di Morrice con arrivo a Morrice




Questa prima escursione, la traversata da Fornice a Morrice, ci ha fatto conoscere due paesi interessantissimi.

Fornisco dall'abitato medioevale con case costruite in pietra e Morrice, un tempo patria di abilissimi scalpellini.

Singolare a Fornisco un'insegna settecentesca di bottega, scolpita su di una casa, raffigurante un fabbro e il suo aiutante che battono sull'incudine un ferro tenuto fermo con la tenaglia.

 Morrice abbiamo trovato uno splendido castagneto ricco di piante pluri secolari e abbiamo scoperto il "piantone di Nardò", albero di oltre 500 anni, oggetto anni indietro di un grave atto di vandalismo

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venerdì 2 marzo 2012

Amarcord 1996: Club Alpino di Teramo ed Escursionismo




La commissione sezionale per l'escursionismo del CAI organizza un'attività volta
a far conoscere correttamente la montagna sensibilizzando ed educando gli escursionisti
ad una giusta fruizione dell'ambiente perchè è proprio vero che fa più danni un solo maleducato che mille escursionisti ben educati.

La filosofia che anima tutti noi del CAI è semplice e gratificante: camminare per conoscere, conoscere per apprezzare, apprezzare per tutelare.

Si propone quindi un escursionismo attento ai valori dell'uomo nel rispetto delle tradizioni e dell'ambiente servendosi dei sentieri montani senza lasciare traccia del proprio passaggio.

La realizzazione di escursioni e corsi di escursionismo è divenuto quindi strumento fondamentale per perseguire queste finalità dando a chi desidera incontrare la montagna e nuovi amici le nozioni fondamenti per vivere in sicurezza e nel giusto rispetto l'ambiente montano.

Nel corso del 1996 la commissione ha organizzato all'uopo diverse uscite nel Parco Gran Sasso Monti della Laga contribuendo a far conoscere questo suggestivo ambiente e un corso di escursionismo con 10 lezioni teoriche e 9 escursioni di verifica e approfondimento che hanno aiutato i partecipanti a capire l'importanza di andare in montagna con il giusto corredo di nozioni utili per la sicurezza loro e dell'ambiente.

Anche nel 1997 l'intento del corso che giungerà alla 3° edizione sarà quello di avvicinare più persone alla cultura della montagna non solo per una salutare attività fisica.

Ma con l'augurio che il programma escursionistico 1997 soddisfi tutti e e ci aiuti ad ingrandire il numero degli amici con cui dividere domenicalmente gioie e fatiche ripercorriamo con le immagini delle escursioni del 1996 dedicando questo collage di ricordi a chi le ha organizzate, a chi le ha accompagnate e soprattutto a chi le ha vissute.

Cioè noi.

(Testo elaborato da Sergio Scacchia estrapolato dal video)

Le immagini sono state estrapolate dal video


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Il video, della durata di 21 minuti circa, è stato realizzato da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo in collaborazione con Sergio Scacchia, autore tra l'altro di tre libri (Silenzi di Pietra - Il mio Ararat - Abruzzo nel cuore )
E' stato pubblicato su cinque canali di video sharing:
- (YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV - Kewego) gestiti dalla PacotVideo.
Nelle pagine di due social network:
- Pacot Video di Cicconi Vincenzo su Google Plus
- Produzione Video a Teramo (Abruzzo) - PacotVideo.it su Facebook
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venerdì 10 febbraio 2012

Amarcord 1996-97 : Elenco delle escursioni con il Club Alpino di Teramo

Dall'archivio abbiamo recuperato 22 videoclip di varia durata che hanno per oggetto le escursioni del Club Alpino Italiano di Teramo ... anno 1996 - 1997.

Le varie escursioni sono commentate da Sergio Scacchia e verranno prossimamente pubblicati periodicamente sul blog e in contemporanea sulle nostre pagine Facebook e Google Plus, oltre ai vari canali di video sharing.


Qui di seguito l'elenco completo delle videoclip (durata del video - data - tragitto)

ESCURSIONI DEL 1996

05:10          1996-03-01          CAI ed Escursionismo
01:32          1996-03-24          Traversata da Fornisco a Morrice
02:14          1996-03-31           Traversata da Guazzano a Battaglia
01:33          1996-04-21           Anello di Pascellata
02:52          1996-04-28           Anello di Cerqueto
10:59          1996-05-04           da Battaglia verso il Monte Foltrone
04:11          1996-05-05           Umito - Cascata della Volpara
03:28          1996-05-12           Traversate delle Gole del Salinello
03:55          1996-05-19           Anello di Monte Farina
07:12          1996-06-02          Anello della Morricana
05:51          1996-06-16          Anello delle Cento Fonti
05:02          1996-07-06_07   Trekking dell'Aspromonte
02:28          1996-09-29          Anello di Nerito
02:42          1996-10-13          Traversata da Prato Selva ad Ortolano
01:21          1996-10-20           Monte Girella
02:39          1996-10-27           Leofara sagra della castagna
07:24          1996-11-02_03     Mini Trekking del Tordino
02:36          1996-11-10           Monte Foltrone (da Macchia da Sole a Battaglia)
02:39          1996-12-01          Monte Girella (da Macchia da Sole a Castel Manfrino)

ESCURSIONI DEL 1997

1997-04-06      Traversata della Montagna dei Fiori (da Macchia da sole a San Giacomo)
05:43     Versione Ridotta
42:04     Versione Integrale

1997-04-20      Traversata Colle Pilato (da Aquilano a Forca di Valle)
48:00     Versione Integrale

1997-04-26      Anello Poggio Valle - Valle Piola - Monte Farina
10:59     Versione Ridotta
31:50     Versione Integrale


domenica 8 gennaio 2012

Un viaggio alla scoperta di Campli città d’arte in provincia di Teramo


1996 .. viaggio alla scoperta di Campli (Teramo)... by pacotvideo


Il netturbino, corpulento, passa a bordo della sua Ape scoppiettante.

Quando il rumore svanisce, il silenzio ripiomba sulle pietre della splendida piazza, dalla solitaria facciata dell’artistica cattedrale di Santa Maria in Platea fino ai piccoli mattoni dorati del cinquecentesco palazzo dell’illustre famiglia Farnese che qui ha fatto la storia.

Alle sei del mattino riesci a comprendere meglio quali gioielli cela il borgo antico di Campli, pochi chilometri da Teramo sulla strada per Ascoli Piceno.

I legni dorati del soffitto della parrocchiale con i suoi artistici dipinti, le eleganti ogive, la misteriosa cripta tutta affrescata, nella flebile luce delle prime ore del giorno, acquistano una bellezza senza tempo.

Campli è ricca di architetture immortali, non solo la cattedrale di Santa Maria in Platea, ma anche la Porta Angioina, San Paolo, il Convento francescano di San Bernardino, il Palazzo Farnese del ‘500, il convento di Sant’Onofrio, le medioevali case del farmacista e del dottore con le antiche corti, il Museo archeologico e mille altri tesori.

Serafino Razzi, domenicano, religioso che ben incarnava l’eterna condizione dell’uomo orante “in cammino” verso Dio, nel 1575 intraprese un viaggio verso l’Abruzzo, toccando anche il borgo di Campli.

Il confine fra la “provincia Pretuziana” e la “Marca Fermana”, fra lo stato e il Regno Pontificio di Civitella del Tronto, dovette lasciare in lui un segno se è vero che, profondamente colpito dalla nobiltà che permeava quel piccolo e apparentemente insignificante paesino, esclamò in una sua lettera: “ o Campulum Pretuziano… capolavoro a cielo aperto! ”.

Anni prima, lo studioso Pacifico Massimi, vissuto nel XV secolo, scrisse in un testo latino che … ”sinché esisteranno le ripe di Campli, Castelnuovo e Nocella, io ne sarò sempre amante, mai sarò immemore di ciò che ho ricevuto né mi peserebbe ricambiarlo con il dono di mille vite”.

Il cieco di Adria, Luigi Grotto, pose Campli sopra le rovine della favolosa Castro.
Lo storico Orlando non fu dello stesso parere e sostenne che i fondatori del borgo furono dei fuoriusciti di Campiglio, sulla collina sopra la valle, che gettarono le fondamenta di un quartiere che divenne in seguito “ il Ricetto” forse per la presenza di ebrei.

Giovan Battista Pacichelli invece asserì che il nome Campli derivava da intra - campi e affermò che il borgo fu fondato dai proprietari di un castello vicino.

Origini discusse, tra cui l’ipotesi di un tenimento umbro che parla di un “municipium inter campi” da cui il nome della città.

Quel che è certo che Campli trasuda, in ogni sua pietra, cultura millenaria.
Lo gridano incessantemente i tanti ritrovamenti di ogni epoca e civiltà.

Il territorio camplese ha avuto fin dalla preistoria insediamenti propri, come ci testimoniano i resti risalenti all’età del bronzo, di un villaggio di allevatori e agricoltori del XIV, XIII secolo a.C. e i ritrovamenti nella Necropoli di Campovalano con tombe risalenti al II secolo a.C. I resti raccontano di una civiltà evoluta.

Lungo la piana svetta il piccolo campanile della romanica San Pietro.

Sotto l’altare della chiesa fu ritrovato un frammento di epigrafe, in lettere capitali con dedica a Giulio Cesare, resti con tutta probabilità di un piedistallo di statua innalzata per disposizione dell’ex “Lex Rufrena” del 44 a.C. in onore a Cesare divinizzato.

Nella stessa area esisteva una necropoli romana, da cui provengono frammenti del ”sarcofago di Aurelio Andronico”, ricco commerciante di marmi nel IV secolo avanti Cristo.

Nella frazione di Battaglia ai piedi delle due montagne gemelle, fu riportato alla luce un ripostiglio contenente una quarantina di monete d’argento, molto probabilmente
tesaurizzate, databili dal 323 al II secolo a.C.

In epoca romana i vicoli di Campli furono attraversati da uomini illustri; la storia ricorda la presenza di Lenate, dottissimo schiavo di Pompeo e Tazio Lucio Rufo che, pur essendo di umili natali, pervenne ai più alti gradi della milizia romana, diventando il pupillo di Augusto.

Nessuna mano scellerata è riuscita, nei secoli, a strappare l’infinito fascino che Campli sa regalare.

In questo borgo che al visitatore sembra solo un tranquillo paesino di campagna ai piedi dei monti Gemelli, c’è una delle poche Scale Sante al mondo, dove ottenere l’indulgenza plenaria.

Fu Papa Clemente XIV che attribuì il privilegio della Scala Santa alla città della famiglia dei Farnesi nel lontano 21 gennaio 1772, grazie ad un paziente lavoro diplomatico di un avvocato, Gian Palma Palma, priore della Confraternita delle Sante Stimmate di S. Francesco, alla quale fu attribuito il ruolo di custode del luogo santo.

L’avvocato cercava di accrescere la fama della sua città per far rifiorire gli affari e allontanare il pericolo di un decadimento ormai inevitabile.


I gradini che rendono la strada per la salvezza dell’anima in salita, sono un rito religioso di grande importanza, legato a una tradizione biblica, priva di fondamento storico.

Sono tanti i fedeli che nelle ricorrenze cristiane più importanti chiedono, salendo faticosamente in ginocchio, il perdono dei peccati per raggiungere il Paradiso.

Accade ogni anno a Roma come a Gerusalemme.
Accade anche a Campli.

Un percorso alternativo alla statale che da Teramo porta ad Ascoli Piceno, tra campi arati, si può sostare in religioso silenzio sui resti dell’antico monastero di San Bernardino, da anni oggetto di restauro infinito.

È uno dei luoghi sacri più interessanti tra quelli fondati dall’Ordine Mendicante di San Francesco.

Pare che sia stato edificato da San Giovanni da Capestrano.

Sono le mirabili costruzioni senza frontiere che civilizzarono l’Europa a cavallo tra il buio del Medioevo e la luce del Rinascimento, oggi cuore e identità delle nostre città, dei nostri paesi o contrade.

E anche quando sono in abbandono, sembrano colmi della voce silente di generazioni che li hanno eretti e contemplati.
Questi monumenti ci identificano come cittadini.

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Il video inserito in questo articolo è il primo documentario realizzato, nel 1996, da Vincenzo Cicconi (PacotVideo.it) in collaborazione con Sergio Scacchia.
Il video ha una durata di 36 minuti.
Il 21-10-2006, in occasione del Premio Gianni di Venanzo, la PacotVideo ha realizzato un secondo video su Campli.

Articolo redatto da Sergio Scacchia, autore tra l'altro di tre libri:
"Silenzi di Pietra" e "Il mio Ararat" e "Abruzzo nel cuore".

L'articolo è stato pubblicato su 2 blog
(blog della Città di Teramo - blog di Pensieri Teramani)
in 2 pagine Facebook
(Il blog della città di Teramo e della sua Provincia - Il mio Ararat)
e nella pagina di Google Plus
(La Città di Teramo e la sua Provincia.)
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martedì 13 dicembre 2011

Abruzzo nel cuore! ... il nuovo libro di Sergio Scacchia



Dopo solo cinque mesi dall’ultimo successo, Sergio Scacchia torna a parlare del suo Abruzzo.

Ancora un prezioso libro, il terzo, dopo Silenzi di Pietra e Il mio Ararat.
Abruzzo nel Cuore intende accompagnare questa volta più comodamente in auto alla conoscenza della costa abruzzese, partendo da quello spettacolo naturale che sono i trabocchi, per arrivare a borghi, chiese e curiosità fino a Tortoreto toccando tutte le province dell’Abruzzo.


Nel libro, una sezione è dedicata alle fotografie abilmente curate da lui e alle mappe elementari dei percorsi.

Percorsi a misura d’uomo di città, semplicemente mirati ad una conoscenza più affettuosa del territorio senza doversi cimentare in scalate o lunghe camminate.

Un’idea per le famiglie anche con bambini, un viaggio davvero semplice che però ci aiuta a ripassare le bellezze di questa terra che merita d’esser conosciuta in tutti gli scenari che apre.

La presentazione ufficiale è avvenuta oggi 13 dicembre alle ore 21.00 presso il Ristorante Al Solito Posto di Roseto degli Abruzzi nel corso di una cena tipica teramana.
L'evento culturale è stato video-ripreso da Vincenzo Cicconi, titolare della PacotVideo.

Qui di seguito un commento di Sergio Scacchia, autore del libro.

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Un paio di anni fa grazie a Luisa, una bella donna italiana residente a Londra da una vita, mi sono imbattuto nella guida inglese dedicata all’Abruzzo, edita dalla famosa casa editrice Bradt Travel, specializzata in turismo.

Nello stesso momento, sotto l’ombrellone per ripararsi dal sole ferragostano, la dolcissima amica mi traduceva il bell’articolo del Daily Mail, opera dell’opinionista anglosassone Amanda Plattel, una delle penne più apprezzate d’Inghilterra.

Era una celebrazione della nostra regione, un articolo dal sapore celebrativo di una terra, la nostra, permeata dalle atmosfere del sabato leopardiano e dal retrogusto tipico dei quadri di Monet.

La reporter d’oltre Manica si diceva “incantata dall’Abruzzo” e dai suoi sapori, orchestrava una vera e propria guida turistica spinta solo dall’amore per questa terra, descrivendo minuziosamente colori, profumi, prelibatezze e luoghi da visitare.

È tra i cori di passeri e fringuelli che, alle prime luci rosee dell’alba, ci si può immergere nella natura pura e incontaminata, velata dagli effluvi di rosmarino, origano, salvia e timo. Un paesaggio puro, che ruba il cuore e che regala emozioni uniche e irripetibili: i pascoli sulle colline, il cinguettio perpetuo delle cutrettole sono perle reali in un alone quasi mistico”.

Sono alcune delle auliche parole che miss Plattel dedica alla nostra regione.

L’opinionista si scopre affascinata dalla totalità della terra abruzzese, non solo dai paesaggi naturali, ma anche dai tradizionali casali che li costellano, con i pensili di rame e le ampie terrazze e dalle chiacchierate ricche di gesti con gli anziani del luogo.

Dice che la “beatitudine” è uno stadio dell’anima che qui da noi si può raggiungere mangiando un panino con pomodoro e prosciutto appena affettato, sorseggiando un liquore nei piccoli bar e dimenticando “l’ansia da parcheggio”.

Perché “l’Abruzzo è una celebrazione della famiglia, della festa, del buon cibo e del vino puro. E ha la capacità di trasformarti”.

Mi son detto che un uomo come me, innamorato della sua terra avrebbe dovuto dedicare un libro all’Abruzzo verde.

Sicuramente non bello come quello della scrittrice del Regno Unito, ma di certo dettato dal cuore gonfio di amore per le mie radici.

E allora ho deciso di scrivere di una terra dai mille colori, fatta di cime umane, di colline ubertose, di mare blu cobalto, di storia millenaria, di arte infinita.

Raccontare così del mio viaggio che parte dal vastese, attraversa la costa dei Trabocchi, risale le valli del Pescara e dell’Aterno, transita negli alti piani aquilani che ricordano atmosfere asiatiche e giunge nel teramano, tra mare e montagna.

Una terra nata quasi da un ordine cartesiano, che ti culla spingendo un’altalena di emozioni, sentimenti; una terra che ti afferra per mano, accompagnandoti lì dove puoi perderti nella bellezza.

Un volo d’aquila su foreste, borghi, opere d’arte per disegnare l’immagine più limpida dell’Abruzzo.

Perché io credo che non si debba cercare la dimensione selvaggia in un mondo alieno avulso dalla civiltà, ma lì dove si fa largo a un passo da noi, vicino a un’autostrada, un paese, una città.


Per cogliere questi “paesaggi invisibili”, scrive Franco Marcoaldi, bisogna tenere occhi aperti e sensi all’erta.
Solo così potremo scoprire l’attività frenetica di una natura testarda e tenace capace di recuperare posizioni anche in situazioni sfavorevoli.

Bussi con i suoi stabilimenti che hanno prodotto solventi distruttivi seppelliti sotto terra, il petrolio che ciclicamente torna a farci paura con incubi di piattaforme e insediamenti chimici, cementifici che incombono sul verde e sulla storia millenaria di siti archeologici, maledetti terremoti, tutto sembra congiurare da anni contro l’Abruzzo.

Eppure questa terra meravigliosa, come novella Araba Fenice, risorge sempre dalle sue ceneri offrendo ancora il fascino antico di esistenze eco compatibili.

La terra abruzzese è ancora quella dei parchi con il più vecchio di essi, quello Nazionale arrivato ancor prima del Gran Paradiso, nel 1922, che ha posto la prima pietra di un sistema di tutela ambientale oggi di voga in tutto lo Stivale.

La mia regione è ancora mare limpido, monti eterni, vallate aspre e gentili, lo spaccato più vero di un’Italia selvaggia popolata dall’orso marsicano, dal camoscio “più bello del mondo”, dall’Aquila reale e il lupo appenninico.

È più che mai un luogo di gente operosa, “forte e gentile”.

Abruzzo tra cielo e terra! Per me il centro del mondo!

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Il video, della durata di 21 minuti circa, è stato realizzato da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
E' stato pubblicato su cinque canali di video sharing:
- (YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV - Kewego),
nelle pagine di due social network:
- Pacot Video di Cicconi Vincenzo su Google Plus
- Produzione Video a Teramo (Abruzzo) - PacotVideo.it su Facebook
Inoltre è stato pubblicato nelle pagine di tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:
- blog della Città di Teramo
- blog della PacotVideo
- blog di Pensieri Teramani

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giovedì 22 gennaio 2009

Benvenuti nell'ex Ospedale Psichiatrico di Teramo




Nel cuore di Teramo, l’ex Ospedale Psichiatrico di Porta Melatina che si sviluppa tra circonvallazione Ragusa e piazza San Francesco, edificio fatiscente e abbandonato da anni, accoglie i visitatori che arrivano in città attraverso la più importante porta d’ingresso.

L’immenso immobile, che ricordiamo è di proprietà della ASL, racchiude al suo interno stanze, cortili, giardini, officine, una farmacia e una chiesa, tutto in uno stato vergognoso.

Nelle sale che ospitarono migliaia di malati oggi troviamo cartelle cliniche con tanto di nomi e cognomi, suppellettili, rifiuti, sparsi ovunque.

Eppure alcuni locali di questo grande stabile dove un tempo vi era una biblioteca, hanno visto la nascita della sede della Società Italiana di Psicoanalisi fondata da Marco Levi Bianchini indiscusso luminare della materia e direttore a Teramo di uno dei primi centri di Igiene Mentale sorti in Italia.

Della destinazione d’uso di questo immenso comparto urbanistico si discute da anni.
In un consiglio comunale dell’era Sperandio si propose che la struttura dovesse essere adibita a scopi sociali.

L’amministratore della ASL del tempo, rivendicando la proprietà, presentò un ambizioso progetto in cui nulla sembrava destinato a scopi umanitari.

Abbiamo ripercorso la vicenda insieme al Prof. Melarangelo dell’”Associazione culturale Teramo Nostra”

Il progetto del quale, nel video, mostriamo le immagini, risale al 2004.

Qualcuno ha percepito, probabilmente, soldi pubblici senza che lo studio effettuato sia stato posto in essere.

Una sala polifunzionale avrebbe occupato parte dell’area e, dove oggi insiste la vecchia chiesa barocca di S.Antonio Abate, ricca di storia e arte, sarebbe sorto un auditorium, idea appoggiata sembra dalla Soprintendenza che evidentemente disconosce clamorosamente il valore storico, antropologico e architettonico del bene.

Avrebbe trovato posto nell’immenso stabile anche un albergo.

A proposito della chiesa giova ricordare che la ASL continua a rivendicare la sua proprietà, ignara forse del fatto che una ricerca di archivio dello storico Valerio Croce morto prematuramente anni fa, ha decretato esserci il protettorato dell’Episcopato Aprutino, anche se la Diocesi sembra non interessata a che il luogo di culto venga tutelato.

Il resto dell’immenso edificio avrebbe avuto comunque una destinazione d’uso di tipo culturale.

Noi abbiamo chiesto cosa ai teramani cosa farebbero di questo grande comparto architettonico.

La realtà, oggi, è sotto gli occhi di tutti.

Il nuovo responsabile regionale della Sanità Lanfranco Venturoni ha promesso un concreto interessamento alla vicenda.

L’eventuale vendita dell’ex manicomio, potrebbe aiutare il risanamento del debito pubblico sanitario contratto dalla precedente giunta.


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N°43 foto sono state estrapolate dal video e pubblicate sul social network Google Plus nella pagina "La Città di Teramo e la sua Provincia"
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domenica 10 febbraio 2008

Teramo: Eternit nel quartiere Gammarana



Eternit, parola che sembra innocua, anche simpatica, ma che nasconde morte pura!
Eterno come il nome.
Eterno come la morte che, secondo i soliti esperti, intorno al 2030 raggiungerà nel vecchio continente oltre 100 milioni di persone entrate incautamente e senza neanche saperlo, in contatto stabile con questo materiale terribile fatto di fibre d'amianto che "sfibrano" gli organismi umani distruggendoli pian piano.

Queste dannate fibre di amianto hanno coperto per lunghi anni i tetti di milioni di case abitate da ignare famiglie e i capannoni industriali come ad esempio di quelli che restano in piedi nell'area dimessa della ex Villeroy e Boch.

La bonifica della zona è, da anni, in agenda comunale ma questo ancora non accade.
In Italia, negli ultimi dieci anni, circa 3000 cittadini ci hanno lasciato le penne, così senza neanche rendersene conto e tra atroci tormenti finali.
Credo che non siamo ancora maturi per capire a pieno la portata del pericolo che incombe su tutti noi.

Abbiamo pensato di fare il punto della situazione con il presidente del comitato di quartiere della Gammarana, l'ingegner Marcozzi nel video a supporto dell'articolo.
Nel filmato ripercorriamo anche gli avvenimenti accaduti nel 2004, con l'interdizione da parte delle autorità competenti dell'intera zona.

martedì 29 gennaio 2008

Pietracamela e Prati di Tivo (Teramo - Abruzzo)


Pietracamela, nel cuore del Parco del Gran Sasso Monti della Laga, è un tipico paese di montagna immerso tra i boschi, uno tra i comuni più alti della Provincia di Teramo, inserito da anni nella speciale classifica dei 100 borghi più belli d'Italia.
Pietracamela prende nome probabilmente dalla caratteristica roccia a forma di cammello che incombe sull'abitato.

Il borgo antico è un dedalo di case in pietra, viuzze, scalinate, saliscendi. Notevole la chiesa parrocchiale dedicata a San Leucio, patrono del paese. All'interno del luogo sacro, oltre a diverse statue e a quella del santo, sono presenti importanti altari decorati e un pregevole organo antico.

Sopra il paese di Pietracamela si estende una bella faggieta con una frequentatissima palestra di roccia, scuola dello storico gruppo degli Aquilotti d el Gran Sasso e un'area faunistica dove si trovano esemplari dello splendido camoscio d'Abruzzo.

Da non perdere il Museo dell'Alpinismo nel cuore dell'abitato, all'interno del Punto Informativo del Parco.
Da non perdere le inquietanti pitture rupestri nelle Grotte di Segaturo al di sopra dell'abitato eseguite negli anni '60 dal pittore Guido Montauti e da altri artisti del suo cenacolo.

A pochi chilometri di distanza, ai piedi del Gran Sasso, la bellissima località dei Prati di Tivo base di partenza per ascenzioni estive ed invernali sul Corno Grande, Corno Piccolo e il famoso ghiacciaio del Calderone. Prati di Tivo e una località sciistica tra le più note e importanti dell'Appenino Centrale.

Il video è stato realizzato da Vincenzo Cicconi (PacotVideo.it) in collaborazione con Sergio Scacchia)
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Il video, della durata di 9 minuti circa, è stato pubblicato integralmente su quattro canali di video sharing:
(YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV - Kewego) gestiti dalla PacotVideo.

E' inoltre pubblicato su tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:

- blog della Città di Teramo
- blog della PacotVideo
- blog di Pensieri Teramani

sabato 22 dicembre 2007

336 - Apertura del centro Commerciale Gran Sasso


L’apertura del nuovo centro acquisti Gran Sasso shopping di Piano d’Accio di Nepezzano, a ridosso del nuovo stadio, la nuova cittadella tra le più grandi del centro Italia che promette sconti e ottimismo, ha già cambiato le abitudini di consumo dei teramani?

Il secolare equilibrio socio economico del nostro territorio è saltato o è tutto come prima?

Il piccolo commercio a Teramo sta morendo e con esso il centro storico oppure è tutto come prima?

Molti non capiscono i manifesti in cui si parla di un “centro commerciale naturale” nelle vie della città!

E quel che più conta, non capiscono a cosa si riferiva il sindaco Chiodi quando definiva il centro commerciale, una opportunità di sviluppo anche per i negozi in città.

Senza poi parlare delle tante attività disseminate tra Teramo e San Nicolò, dove ad esempio insistono, in pochi chilometri, attualmente quattro o cinque supermercati, tre grandi negozi di elettronica e svariate piccole attività.

Una cosa sembra positiva!
Con tutte queste attività concorrenti, forse si riesce a lucrare ottimi affari.

Quale miglior banco di prova l’inizio delle feste natalizie per tracciare un bilancio della salute del commercio teramano?

Abbiamo voluto saperne di più intervistando i consumatori e dando voce anche ai commercianti del centro storico di Teramo!

Ne è uscito fuori un quadro sorprendente ….

Servizio realizzato da Sergio Scacchia.
Riprese e montaggio di Cicconi Vincenzo (www.PacotVideo.it)

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Il video, della durata di 7 minuti circa, è stato pubblicato integralmente su quattro canali di video sharing:
(YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV - Kewego) gestiti dalla PacotVideo.

E' inoltre pubblicato su tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:

- blog della Città di Teramo
- blog della PacotVideo
- blog di Pensieri Teramani

giovedì 6 dicembre 2007

La nuova chiesa Madonna della Cona a Teramo



La storica chiesina della Madonna della Cona il 6 dicembre 2007 è stata sostituita dauna nuova struttura.

La Parrocchia della Madonna della Cona, con oltre 5000 fedeli, è una delle più grandi di Teramo e nelle liturgie domenicali non tutti trovavano ormai posto all'interno della vecchia struttura inadeguata ai bisogni della comunità.
Ma dopo un attesa di oltre venti anni, il sette dicembre, vigilia della festa dell'Immacolata Concezione, ci sarà la grande inaugurazione di un tempio sacro atteso da tanti anni.

Don Gianni, il parroco che tanto si è prodigato per la realizzazione della nuova chiesa, ringrazia per le offerte i parrocchiani e i tanti benefattori che stanno contribuendo alla realizzazione di un opera che non sarà solo patrimonio e vanto del quartiere, ma che resterà ai posteri come struttura a disposizione dell'intera città di Teramo.

domenica 11 marzo 2007

Alla scoperta di Canzano (Teramo - Abruzzo)


Sulla cima di un colle, a 448 metri di altezza sul livello del mare, a soli 16 Km. da Teramo, svetta il paese di Canzano, vivace centro agricolo del sub appennino abruzzese raccolto su di un rilievo del versante sinistro della media valle del fiume Vomano.

Il paese merita una visita per tanti motivi, uno dei quali la suggestiva veduta panoramica.
A sentinella delle vallate del Tordino e del Vomano dal suo belvedere è possibile scorgere l'intera provincia.
Oltre alle vette del Gran Sasso i monti della Laga e la Maiella, il mare di Giulianova e di Roseto degli Abruzzi.

La strada principale inizia dalla porta che oggi si dice "Nuova", percorre Via Roma e in piazza si dirama tra vie strette e vicoletti, tipiche viuzze dei castelli medioevali come la Strada Piazzetta larga solo 65 centimetri.
Il borgo contiene una antica cinta muraria con un torrione merlato medioevale del secolo XI°.

Le tre alture di Canzano, riportate anche nel suo stemma, sono Colle Civetta, Colle Castellano con la famosa Chiesa della Madonna Dell'Alno e Colle San Salvatore, con la famosa chiesa omonima.

Oltre alla ricchezza storico archeologica, alla bellezza del paesaggio e al fascino degli antichi borghi è necessario ricordare la spontaneità della gente e le ricche tradizioni folkloristiche.
Tra le frazioni più interessanti ricordiamo Valle Canzano che si allunga sul crinale tra i due alti rami del fosso Santo Stefano.

Nel filmato si descrive il paese teramano sotto tutti i punti di vista: artistici, gastronomici con particolare attenzione delle tradizioni.

Nel 1480, sopra un pioppo bianco detto Alno apparve la figura della Madonna che espresse ad un contadino di nome Floro, il desiderio che in suo onore venisse eretta una chiesa.

Gli abitanti della zona, inizialmente increduli, dopo aver assistito al miracolo di un cavallo che indicava il luogo dove la chiesa doveva erigersi, si misero all'opera e costruirono la chiesa che la Madonna aveva richiesto.

Nel sito della prima apparizione fu eretta una piccola chiesa detta "del Perdono".
Il tacchino alla canzanese è il fiore all'occhiello della gastronomia, non solo di Canzano ma di tutto l'Abruzzo.

Un delizioso tacchino in gelatina che viene servito freddo e che rappresenta la cucina teramana nel mondo.

La canzanese è passata alla storia per essere sbarcata anche sulla luna perchè Neal Armstrong, il primo uomo a porre piede sul satellite, lo individuò come cibo ideale in quanto nutritivo, saporito e a lunga conservazione.

A Montreal e a Toronto non c'è locale italiano che non esponga in menù un pezzetto di Canzano.
In realtà gli ingredienti sono essenziali; oltre al tacchino rosmarino, aglio, alloro, sale e pepe.

La preparazione è invece molto elaborata.

Documentario realizzato dalla PacotVideo di Vincenzo Cicconi e da Sergio Scacchia.