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martedì 9 aprile 2013

Canzano : Il piccolo paese dai grandi tesori ... culinari


Ricordo, anni fa, un bellissimo incontro con una donna dal volto solare e ipnotico.
Editta Serpente ancora oggi e da molti anni rappresenta a Canzano la storia del merletto di cui il paese si fregia di esserne capitale.

Quel giorno mentre avevamo terminato le riprese video per una trasmissione di Rete 8, la donna fondatrice di una fiorente scuola di esperte ricamatrici, mi disse piena di passione:
Il ricamo non è solo patrimonio culturale del nostro paese, è amore e riscoperta di un’occupazione antica che ha sempre caratterizzato la donna, sin dai tempi della Bibbia”.
Roba da non credere.

Canzano, a dispetto delle sue dimensioni, offre di tutto: associazioni di anziani che organizzano scuole di cucina e quadriglie, donatori di sangue, una banda musicale dalle tradizioni antiche.

Ma è, da sempre, la gastronomia a farla da padrone con il suo “tacchino alla canzanese”, vero culto della tavola abruzzese.

La deliziosa pietanza in gelatina servita fredda, rappresenta la nostra cucina nel mondo.
Pensate che è stato un piatto del teramano sbarcato niente dimeno che sulla luna!

Infatti, si racconta, quasi come leggenda, che Neil Armstrong, il primo uomo a porre piede sul satellite della terra, lo individuò come cibo ideale per le imprese degli astronauti, perché nutritivo, saporito e con lunga conservazione.
In paese si eccelle anche nei dolci.

Proverbiali sono le ciambelle di San Biagio, il santo patrono del paese, protettore dai mali della gola. Sono incredibilmente buone.
E poi c’è lo “storione” che non è un pesce dei mari del nord ma un gustoso dessert di mandorla, cioccolato e crema, che non giova al colesterolo, ma che mette allegria a fine pasto.



Gli articoli inseriti nella rivista sono redatti da Sergio Scacchia, autore tra l'altro di tre libri:
"Silenzi di Pietra" e "Il mio Ararat" e "Abruzzo nel cuore".

Tutti gli articoli sono condivisi su Facebook nella bacheca di Sergio Scacchia e nella pagina "Il Mio Ararat" e su Google Plus.

Gli articoli sono inoltre pubblicati da Vincenzo Cicconi della PacotVideo , tra l'altro gestore di questo blog, su:
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venerdì 5 aprile 2013

La chiesa di San Salvatore a Canzano, la Cappella Scrovegni d’Abruzzo


L’ampia vallata del Vomano- Mavone è costellata da una serie di edifici romanici di grande valore artistico. Basti pensare all’abbazia di Santa Maria di Propezzano del XIV secolo, San Clemente, Santa Maria di Ronzano, San Giovanni ad Insulam e, nel cuore della Valle Siciliana, San Valentino di Isola.

Forse l’esempio più suggestivo di questa magnifica stagione del Romanico abruzzese è la chiesa dei S.S. Salvatore e Nicola, appena fuori l’abitato di Canzano.

È un monumento che lascia il segno raccontando una storia di fede e arte, scritta nel fascino delle sue pietre e del suo territorio.


L’antica pieve stupenda nella sua semplicità e linearità si presenta solitaria e austera, dall’alto dei suoi secoli di storia.

Bellissima la descrizione che ne fa il noto critico d’arte teramano, Giovanni Corrieri: “La ricchezza della decorazione pittorica di San Salvatore può essere oggi considerata, nonostante la sua frammentarietà, la Cappella Scrovegni d’Abruzzo per la persistenza del linguaggio giottesco, annunciatore di un successivo Rinascimento, che però da noi giunse il modo assolutamente improprio”.

Infatti, l’imponente ciclo di affreschi custoditi all’interno, malgrado vistose mutilazioni dovute dal tempo e dall’incuria dell’uomo, rimane uno dei più estesi e completi esistenti in Abruzzo.
È il frutto prezioso della proficua collaborazione di più artisti di scuola farfense, ispirati dall’insigne Giotto.

Il linguaggio artistico di questo grande pittore penetrò nel ‘300 da Rimini, fino alle Marche e poi in Abruzzo.
Si rimane stupiti, entrando nell’enclave del XII secolo, nell’ammirare opere come “Il Giudizio di Salomone” e “S. Anna e la nascita della Madonna”.

Poche notizie certe sull’ignoto architetto che mirabilmente utilizzò le pietre marroni per innalzare la massa muraria e i pilastri di questo capolavoro.



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giovedì 4 aprile 2013

Canzano : Il borgo sospeso nel cielo

Un cucchiaio di buon cibo, un pizzico di paesaggio, una manciata di cultura.
Ecco tre ingredienti per catturare l’attenzione del turista su Canzano.
Il borgo, tra vedute pittoresche e scorci da cartolina, nasconde tesori da non perdere.


L’indimenticabile Tiziano Terzani, vestito di bianco candido, descriverebbe così, nella sua maniera forbita, questo posto meraviglioso:
Il Divino Artista è inesauribile con le sue sorprese. Gli spazi sono magici e, nei paesaggi del cielo, le montagne e le colline rivaleggiano con l’atmosfera …”.

Risalendo la valle del Vomano, attraverso la zona rurale di San Martino, il borgo di Canzano appare agli occhi, con il suo tipico aspetto che lo fa sembrare un gigantesco essere vivente, arroccato su di un colle olivato.
Nell’epoca dei social network, del cemento che ingombra i panorami, tra centri commerciali e città assediate da ruspe, è bello trovare ancora luoghi dell’anima.

Parliamo di uno di quei villaggi collinari in Italia pieni di storia e di storie, per chi cerca il bello, l’autentico per ospitalità, gastronomia e arte minore.
 Un luogo sospeso nel cielo tra scorci da cartolina.
Storia sontuosa quella di Canzano.

Alcuni reperti archeologici confermano un insediamento romano.
Il massimo splendore è nel medioevo quando fu costruito un castello.
Allora il luogo si chiamava “Canzanella”, cittadella della Buona vista.
Seguirono anni di dominio degli Acquaviva, Duchi di Atri, le vicende del Regno delle Due Sicilie e l’unificazione d’Italia.

Qui non si è mai rinunciato ai ritmi lenti.
Il piccolo centro defilato in alto, guarda il mare volgendo le spalle alle vette dell’Appennino.
Si respira l’aria dell’”arriere-pays”, come chiamano i francesi, i piccoli paesi dell’entroterra, immuni dall’ostentazione del lusso e dagli schiamazzi della costa.

Dal balcone di una signora che si è prestata a ospitarmi per il tempo di scattare foto di un’incomparabile veduta, il Gran Sasso ancora innevato, luccica come fosse di metallo.

Il borgo è minimo, ma è un’acropoli di antiche dimore e archi, torri, porte e scale dentro un anello di mura, che si sciolgono in rivoli di strade e abitazioni.

Il paese inizia dalla “porta Nuova”, attraversa via Roma e, in piazza, si dirama in un intarsio urbano di vicoli stretti a spina di pesce, come la “strada piazzetta” larga appena 65 centimetri.

Un’antica cinta muraria segna il suo profilo con un torrione merlato del secolo XI.

Noi viviamo di economia agricola - mi dice Antonio Parnanzone, per anni componente della dinamica Pro Loco - ecco perché con Benito Marsilii e Angeloandrea De Martiniis abbiamo il sogno di allestire un museo di cultura contadina con un’associazione che potrebbe nascere grazie alla collaborazione dell’azienda agricola Cerulli Irelli Spinozzi”.

E’ uno scampolo di meraviglia visitato anche dalla Madonna.

Un’antica tradizione racconta del miracoloso apparire della Vergine che, dall’alto di un albero, comunicò a un contadino il desiderio di una chiesa eretta in suo onore.

Oggi questo luogo sacro sorge su uno dei tre colli dell’abitato: Il Castellano, con la chiesa gotico- barocco della Madonna dell’Alno, il Civetta, con un ameno boschetto e San Salvatore con la solitaria pieve omonima.

Da non perdere la chiesa di San Biagio con il suo campanile in cotto e le “neviere”, freschi sotterranei dove, in un’epoca senza frigoriferi, le donne conservavano le provviste familiari.



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sabato 14 gennaio 2012

Canzano - Il borgo sospeso tra cielo e terra



I suoi abitanti adorano questo paesino in posizione sospesa che sembra pizzicare il cielo.

Come dar loro torto?
Aria buona, tranquillità.


E poi il vento, il respiro della terra che, malandrino, scompiglia i capelli, portando con sé gli odori del mondo e le nuvole che poco prima danzavano sul naso del gigante Gran Sasso.


Canzano è un borgo delizioso, adagiato sulle dolci colline teramane rotonde e levigate, che guarda il mare volgendo le spalle alla montagna più alta degli Appennini, sospeso tra le valli dei fiumi Vomano e Tordino.

Il paese si raggiunge attraverso la Montorio - Roseto o dalla Teramo - Giulianova.
Pochi luoghi possono vantare vedute così pittoresche, autentici scorci da cartolina.

Un paesaggio ideale senza asperità, modellato nell’equilibrio e nell’armonia.

Il borgo si raccoglie intorno alla sua piccola piazza con vecchi edifici in pietra posti ad anelli concentrici.


Uno scampolo di meraviglia che anche la Madonna desiderò visitare.

Un’antica storia racconta del miracoloso apparire della Vergine Maria che dall’alto di un albero comunicò a un contadino il desiderio di vedere una chiesa eretta in suo onore.

Oggi questo luogo sacro sorge su uno dei tre colli su cui si sviluppa il borgo: Colle Civetta, con un ameno boschetto, Colle Castellano, con la deliziosa chiesa della Madonna dell’Alno e Colle San Salvatore con l’abbazia omonima.

“Se vuoi capire meglio il miracolo - mi dice il parroco don Tommaso - ti conduco a Perdono dove è avvenuto il misterioso evento”.

La chiesina di campagna è vuota e solitaria, in fondo ad una strada piena di dossi.

Il minuscolo tempio si apre nel maggio di ogni anno per ricordare l’evento.

Il mondo rimasto dietro l’ultima curva sembra celarsi nel silenzio odoroso della campagna, nello stormire delle foglie, nella soffusa cantilena del vento che ci segue ovunque.

La porta cigola e, aprendosi, scopre la minuscola navata, disarmante nella sua semplicità ma profondamente mistica per chi crede nell’apparizione della Madonna.

Pochi metri più su c’è la grande chiesa all’imbocco dell’ultima curva per il paese.

Alcuni reperti archeologici e il ritrovamento di una tomba con resti di monete e suppellettili, confermano un insediamento romano, forse possedimento di un’agiata famiglia patrizia che trascorreva in questo luogo giorni di riposo.

Solo i Romani, devoti come nessun altro popolo alla pietra, ai baratri, ai grandi spazi, potevano concepire un borgo così, a sentinella del territorio.

Canzano è un’acropoli di case e archi, vicoli e torri, porte e scale che si contorce dentro un anello di mura e si scioglie da un lato in rivoli di strade e abitazioni.

Ricorda il massimo splendore nel medioevo quando fu costruito un castello.
Allora il luogo si chiamava “Panzanella”, ovvero cittadella della “buona vista”.

Seguirono anni di dominio dei signori di Acquaviva, Duchi di Atri, le vicende del Regno delle Due Sicilie e l’unificazione d’Italia.

Il paese inizia dalla “Porta Nuova”, attraversa via Roma e in piazza si dirama in un intarsio urbano di vicoli stretti disposti a spina di pesce, come la “Strada Piazzetta” larga, appena 65 centimetri.

L’abitato conserva un’antica cinta muraria con un torrione merlato del secolo XI.

Da non perdere la chiesa di San Biagio, protettore del paese, con il suo campanile in cotto e le “neviere”, freschi sotterranei dove, in un’epoca senza frigoriferi, le donne conservavano le provviste familiari.

Fuori l’abitato, l’antica pieve di San Salvatore si presenta solitaria ed austera, vantando decine di secoli di storia, così come le sue sorelle di stile nella vallata detta Siciliana, San Clemente, Santa Maria di Ronzano, San Giovanni ad Insulam.

Tutte chiese caratterizzate dalla stupenda semplicità e linearità del romanico.
All’interno di questa meravigliosa enclave, vi sono pregevoli affreschi trecenteschi tra i quali “il giudizio di Salomone” e “S. Anna e la nascita della Madonna”.

Un imponente ciclo di opere che, malgrado, le mutilazioni del tempo rimane uno dei più estesi e importanti d’Abruzzo.
Poche notizie certe sull’ignoto architetto che utilizzò le pietre marroni per innalzare la massa muraria e i pilastri di questo capolavoro.

Il paese offre di tutto: associazioni di anziani che organizzano scuole di cucina e quadriglie, donatori di sangue, una banda musicale dalle tradizioni antiche.

Questa è anche la capitale del merletto, con una fiorente scuola di esperte ricamatrici.

La gastronomia è sontuosa.

Il “tacchino alla canzanese” è una deliziosa pietanza in gelatina, servita fredda che rappresenta la nostra cucina nel mondo.
Un piatto sbarcato sulla luna!
Neil Armstrong, il primo uomo a porre piede sul satellite della terra, lo individuò come cibo ideale per le imprese degli astronauti, nutritivo, saporito e a lunga conservazione.
Il dolce tipico è lo “storione” che non è un pesce dei mari del nord ma un gustoso impasto di mandorla, cioccolato e crema.

Finisce troppo presto il viaggio in un paese tanto piccolo ma così sorprendente.

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Articolo redatto da Sergio Scacchia, autore tra l'altro di tre libri:
"Silenzi di Pietra" e "Il mio Ararat" e "Abruzzo nel cuore".

L'articolo è stato pubblicato su 2 blog
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sabato 12 luglio 2008

Tonino Guerra a Canzano: conferenza pubblica



Nell'estate del 2008 LUCCIOLE di Tonino Guerra illuminarono il borgo di Canzano (Teramo).
Il 12-07-2008 è stata inagurata una mostra dedicata a Tonino Guerra, sceneggiatore, artista, scrittore, pittore, scultore, architetto.

Per la prima volta "le Lucciole" di Tonino Guerra rigano di luce il cielo d'abruzzo.

Vincenzo Cicconi della PacotVideo ha realizzato due servizi video.
Un video con intervista a Tonino Guerra e il video della conferenza pubblica.
Entrambi i filmati sono corredati con le immagini della mostra.

L'organizzazione della mostra, tenuta in varie location a Canzano, è stata realizzata dall'Associazione Culturale Project San Gabriele di Teramo.

L'evento culturale è stato presentato dalla giornalista Mirella Lelli e ha visto la presenza del sindaco di Canzano Francesco Di Marco.

Tonino Guerra ha aperto il baule dei ricordi, accompagnato sul palco dalla musica di Astor Piazzola, suonata dal fisarmonicista Renzo Ruggieri, per condividere con il pubblico di Canzano spezzoni di una vita che ha conosciuto la felicità della poesia.

Nelle parole di Guerra c'è un inno alla bellezza, un invito ad eliminare le bruttezze della vita quotidiana.

L'artista ha anche modo di ricordare momenti di vita vissuta accanto ad amici quali Fellini, Mastroianni, Antonioni, Zavoli.

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 39 minuti ed è stato pubblicato su due canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
(Vimeo - Blip.TV).

E' stato pubblicato su tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:

- blog della Città di Teramo
- blog della PacotVideo
- blog di Pensieri Teramani

E' stato pubblicato sulle pagine Facebook:
1 - Produzione Video a Teramo (Abruzzo) - PacotVideo.it di Cicconi Vincenzo
2 - Il blog della città di Teramo e della sua Provincia
e sulle pagine di Google Plus
1 - PacotVideo di Cicconi Vincenzo
2 - La Città di Teramo e la sua Provincia

Infine la pubblicazione del video è stato comunicato attraverso Twitter
1 - PacotVideo di Cicconi Vincenzo
2 - Città di Teramo

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Tonino Guerra a Canzano: intervista e immagini della Mostra

Vorrei tanto che nascessero dei luoghi dell'anima, dei luoghi dove la gente va a meditare, a pensare.



LUCCIOLE di Tonino Guerra ha illuminato il borgo di Canzano (Teramo).

E' stata inagurata una mostra dedicata a Tonino Guerra, sceneggiatore, artista, scrittore, pittore, scultore, architetto.

Per la prima volta "le Lucciole" di Tonino Guerra rigano di luce il cielo d'abruzzo.

Vincenzo Cicconi della PacotVideo ha realizzato due servizi video.

Un video con intervista a Tonino Guerra e il video della conferenza pubblica.

Entrambi i filmati sono corredati con le immagini della mostra.

L'organizzazione della mostra, tenuta in varie location a Canzano, è stata realizzata dall'Associazione Culturale Project San Gabriele di Teramo.

Nelle parole di Guerra c'è un inno alla bellezza, un invito ad eliminare le bruttezze della vita quotidiana.
L'artista ha anche modo di ricordare momenti di vita vissuta accanto ad amici quali Fellini, Mastroianni.

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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 14 minuti ed è stato pubblicato su cinque canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
(YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV - Kewego).

E' stato pubblicato su tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:

- blog della Città di Teramo
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Infine la pubblicazione del video è stato comunicato attraverso Twitter
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domenica 11 marzo 2007

Alla scoperta di Canzano (Teramo - Abruzzo)


Sulla cima di un colle, a 448 metri di altezza sul livello del mare, a soli 16 Km. da Teramo, svetta il paese di Canzano, vivace centro agricolo del sub appennino abruzzese raccolto su di un rilievo del versante sinistro della media valle del fiume Vomano.

Il paese merita una visita per tanti motivi, uno dei quali la suggestiva veduta panoramica.
A sentinella delle vallate del Tordino e del Vomano dal suo belvedere è possibile scorgere l'intera provincia.
Oltre alle vette del Gran Sasso i monti della Laga e la Maiella, il mare di Giulianova e di Roseto degli Abruzzi.

La strada principale inizia dalla porta che oggi si dice "Nuova", percorre Via Roma e in piazza si dirama tra vie strette e vicoletti, tipiche viuzze dei castelli medioevali come la Strada Piazzetta larga solo 65 centimetri.
Il borgo contiene una antica cinta muraria con un torrione merlato medioevale del secolo XI°.

Le tre alture di Canzano, riportate anche nel suo stemma, sono Colle Civetta, Colle Castellano con la famosa Chiesa della Madonna Dell'Alno e Colle San Salvatore, con la famosa chiesa omonima.

Oltre alla ricchezza storico archeologica, alla bellezza del paesaggio e al fascino degli antichi borghi è necessario ricordare la spontaneità della gente e le ricche tradizioni folkloristiche.
Tra le frazioni più interessanti ricordiamo Valle Canzano che si allunga sul crinale tra i due alti rami del fosso Santo Stefano.

Nel filmato si descrive il paese teramano sotto tutti i punti di vista: artistici, gastronomici con particolare attenzione delle tradizioni.

Nel 1480, sopra un pioppo bianco detto Alno apparve la figura della Madonna che espresse ad un contadino di nome Floro, il desiderio che in suo onore venisse eretta una chiesa.

Gli abitanti della zona, inizialmente increduli, dopo aver assistito al miracolo di un cavallo che indicava il luogo dove la chiesa doveva erigersi, si misero all'opera e costruirono la chiesa che la Madonna aveva richiesto.

Nel sito della prima apparizione fu eretta una piccola chiesa detta "del Perdono".
Il tacchino alla canzanese è il fiore all'occhiello della gastronomia, non solo di Canzano ma di tutto l'Abruzzo.

Un delizioso tacchino in gelatina che viene servito freddo e che rappresenta la cucina teramana nel mondo.

La canzanese è passata alla storia per essere sbarcata anche sulla luna perchè Neal Armstrong, il primo uomo a porre piede sul satellite, lo individuò come cibo ideale in quanto nutritivo, saporito e a lunga conservazione.

A Montreal e a Toronto non c'è locale italiano che non esponga in menù un pezzetto di Canzano.
In realtà gli ingredienti sono essenziali; oltre al tacchino rosmarino, aglio, alloro, sale e pepe.

La preparazione è invece molto elaborata.

Documentario realizzato dalla PacotVideo di Vincenzo Cicconi e da Sergio Scacchia.























martedì 17 dicembre 1996

Chiesa San Salvatore a Canzano (Teramo)

17 Dicembre 1996
La PacotVideo realizza un dettagliato documentario sulla Chiesa di San Salvatore
14 Novembre 1997
A causa del maltempo crolla il tetto e la chiesa viene chiusa ... e mai più riaperta.
Ottobre 2008
Dopo 11 anni finalmente riapre la chiesa



L’ampia vallata dei fiumi Vomano e Mavone è, per l’arte sacra, una vera e propria bomboniera.
Vi si trova la massima espressione di ciò che rappresenta da secoli il Romanico teramano.

In non più di quaranta chilometri si incontrano una serie di edifici di culto di enorme importanza, a cominciare, a pochi chilometri dal mare di Roseto degli Abruzzi, dall’abbazia di Santa Maria di Propezzano, di cui si festeggia in questo mese l’apertura della Porta Santa, per poi continuare con San Clemente al Vomano, San Salvatore a Canzano, Santa Maria di Ronzano, San Giovanni ad Insulam, fino a San Valentino nel territorio di Isola del Gran Sasso.

San Salvatore di Canzano è un insigne monumento costruito nel XII secolo, ricostruito quasi fedelmente all’originale, intorno al XIV secolo con, all’interno, un meraviglioso ciclo di affreschi appartenenti ad una scuola pittorica farfense di chiara ispirazione giottesca.

Molti definiscono San Salvatore “la Cappella Scrovegni d’Abruzzo” per la ricchezza pittorica in essa contenuta.

Le origini della chiesa sono incerte in quanto non esistono fonti documentali dalle quali risulta l'esatta costruzione, l'esatto assetto architettonico iniziale.

I primi documenti che parlano della Chiesa di San Salvatore sono del 1221.

La chiesa è romanica, il portale è in marmo dove nei capitelli sono raffigurati i simboli dei quattri evangelisti.

L'interno è costituito da un invaso a tre navate dove non vi è il transetto e si conclude in un grande abside.

La chiesa è ricca di affreschi del '300 del maestro di Offida, collocati nelle sottoarcate dove ci sono altri affreschi del XVI° e XVII° secolo.

Affreschi frammentari lungo la navate sopra gli archi che raffigurano la Presentazione al Tempio, l'Ultima Cena, l'Annunciazione, la Crocifissione.