Cerca nel blog o nel web o nei siti della PacotVideo

Visualizzazione post con etichetta Torricella Sicura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Torricella Sicura. Mostra tutti i post

domenica 17 gennaio 2016

Torricella Sicura: ieri e oggi

Colline rotonde e levigate, vallate ricamate da campi coltivati e minuscoli poderi, il verde delle montagne gemelle e, nel lato opposto, in lontananza l’aspra dolomia del rude Gran Sasso.

Insomma il meglio dell’entroterra teramano, dove il paesaggio assume i tratti e i colori di un mondo ideale senza asperità né contrasti, modellato nell'equilibrio e nell'armonia.

Le unghiate del cemento a sfigurare l’opera di Dio, in lontananza perdono l’orrido impatto visivo e Teramo si mostra adagiata, lungo il cuneo della vallata, come un bella donna distesa ad attenderti ansiosa.
La strada per arrivare a Torricella Sicura è panoramica, dona pace agli occhi.

I chilometri di camminata ecologica nel verde di alberi secolari, ogni giorno vede centinaia di persone a caracollare tra la città aprutina e il piccolo borgo dei Gemelli.
E' la valvola di sfogo di tanti teramani che fanno di questo rito giornaliero, la loro eco terapia contro sedentarietà, depressione e mali del secolo.
Niente di meglio, credete, di questa pratica per ritemprare il corpo e lo spirito e incontrare sul proprio cammino varia umanità, lontani dall'inquinamento delle polveri sottili del centro cittadino.

Una promenade di terrazze panoramiche, paradiso per chi ama fare jogging, andare in bicicletta, passeggiare o magari dedicarsi alla lettura, contemplati dall'immenso e avvolti dal silenzio.

Chilometri che non rappresentano un impegno stancante ma il piacere immenso di arrivare alla meta prescelta.

Sulla mia strada un pomeriggio incontro l'amico Pietro Serrani, collaboratore di molte testate giornalistiche e anima di tante esperienze culturali e nasce questa collaborazione con "Teramani", per scoprire di più di questo piccolo borgo antico.

Il vulcanico Pietro ha ideato una bella pagina Facebook e mi racconta che:

"L’idea di Torricella Sicura: ieri e oggi, mi è venuta in mente - mi dice - dopo aver visto, casualmente, quelle relative a Montorio al Vomano e Teramo (Archivio fotografico montoriese e Teramo fotografie).
Queste due communities sono gestite da due amici di vecchia data: Sandro Di Donatantonio, un grafico montoriese amante di cartoline e bravissimo fotografo, e Fausto Eugeni, ex bibliotecario della prestigiosa Biblioteca “Dèlfico” di Teramo, nonché storico della città pretuziana.
Dopo, ho notato che c’era anche Campli fotografie e a curarla era Fabrizio Pedicone, cultore di patrie memorie camplesi, che non conoscevo affatto. 
Col tempo, poi, ho conosciuto fisicamente anche Fabrizio, il quale mi ha fornito diverso materiale fotografico relativo a Torricella Sicura.

La mia bella “avventura” è iniziata il 17 marzo 2013.
All'inizio mi aiutavano le mie due figlie, Silvia e Greta, perché non ci capivo nulla.
Anche adesso ho qualche problema - continua ridendo - loro intervengono subito e mi tengono aggiornato di tutte le novità inerenti questo social, come l’utilizzo dell'hashtag e delle altre cose.

Mi sono dato delle regole sin dall'inizio: all'interno ho creato degli album tematici ed ogni foto, o immagine, confluisce nel proprio spazio evitando di postarli alla rinfusa. 
In questo modo è anche più facile cercare una foto caricata, magari, tanto tempo fa.

Ad esempio, c’è una sezione dedicata alle cartoline di Torricella Sicura e lì c’è tutto quello che sono riuscito a reperire, ci sono quelle a colori e quelle in bianco e nero, alcune portano la firma anche di Paolo Graziani, grande fotografo teramano e papà dell’indimenticabile rocker nostrano Ivan Graziani (1945 – 1997). 
Poi, una sezione è dedicata a tutte le chiese del territorio torricellese, un altra alle classi delle scuole e degli asili, un altra alle tradizioni torricellesi (il presepe di più grande d’Abruzzo, l’Infiorata torricellese del Corpus Domini, le tante processioni religiose), poi si parla di personaggi, di gente comune e via di seguito.

Questa mia pagina non ha nessuna pretesa, l’intento è finalizzato solo a far conoscere e a far apprezzare i nostri luoghi anche fuori dai confini locali, condividere le foto, scambiarsele e commentarle positivamente, tanto, dopotutto, tutto il mondo è paese".

Bella iniziativa davvero.

Torricella Sicura, l’antichissima Turricellam, è un tantino trascurata a causa della sua vicinanza con Teramo, da cui dista soli sette chilometri.
Eppure è un abitato ricco di testimonianze di civiltà italiche, romane e altomedioevali.

Il suo territorio si trova alla falde dei Monti della Laga, a cavallo delle valli del fiume Tordino e del torrente Vezzola; ed è sulla direttiva Teramo – Rocca S. Maria – Bosco Martese.
In passato, il paese era formato da quattro piccoli borghi (Torricella Oscura, Torricella Scarpone, Torricella Romana e Colle del Pero o della Pera) divisi tra di loro, non essendo stata ancora costruita la zona centrale che ha dato uniformità all’attuale intero abitato.

Il nome “Torricella” deriverebbe dall’esistenza, in passato, di un antichissimo castello (“lu castille”, in dialetto torricellese), dal quale partiva un passaggio sotterraneo che conduceva in aperta campagna.
“Sicura”, invece, è riferito alla presunta presenza, un tempo, dei Siculi; altre fonti asseriscono che si riferirebbe ad un luogo fortificato, quindi sicuro.

Così, l’epiteto “Sicura”, venne aggiunto al nome di “Torricella”, qualche anno dopo l’Unità d’Italia, per ovviare alle tante omonimie presenti sul territorio del neonato Regno d’Italia.

E’ stata la patria del carbonaro Adamo Galli, del garibaldino Pacifico Cappelli e, più recentemente, dei fratelli Giorgio e Saverio Romani, volontari nel Primo conflitto mondiale, del dottor Mario Capuani, eroe della Resistenza teramana, e del senatore Pietro De Dominicis, giovanissimo sindaco ventiseienne, che tanto fece e diede al territorio e alla sua gente.

La Chiesa parrocchiale in piazza, ultimata nel 1806, è dedicata a San Paolo Apostolo.
Altra bella chiesa, che si trova in mezzo al paese nel verde degli abeti, è quella della Madonna delle Vergini (largo antistante via IV Novembre) con due graziosi altarini laterali ricavati dalla roccia di tufo; fu eretta nel 1635, attualmente l’intero complesso è in fase di ristrutturazione.

La Villa Capuani-Celommi è il fiore all’occhiello dell’Amministrazione comunale di Torricella Sicura.
Dopo il restauro è diventata sede della Fondazione Pasquale Celommi Onlus ed ospita manifestazioni, mostre, convegni culturali, artistici e gastronomici.
Ultimamente è diventata anche un’eccellente location per set fotografici e book matrimoniali.

Un’altra peculiarità torricellese è il Presepe e Museo Etnografico “Le Genti della Laga” (via Rita Censoni) che, da oltre dieci anni, viene allestito dai coniugi Gino Di Benedetto e Fabrizia Di Girolamo in una struttura permanente, messa a disposizione dal Comune.

E’ il presepe più grande d’Abruzzo, si sviluppa su una superficie di 700 mq con 3 aree ben distinte: una sezione museale relativa alla passata civiltà contadina ed urbana del nostro territorio; l’altra, composta da miniature, in scala 1:4/5, che si animano e rappresentano scene di vita della citata civiltà dell’epoca; la terza, infine, è quella che riguarda la Natività, ovvero il presepe vero e proprio.

Da dieci anni, a Torricella Sicura, la festività del Corpus Domini è vissuta con maggiore solennità, grazia all’Infiorata, realizzata dall’Associazione “Truciolinarte”, che colora il centro cittadino con tappeti di trucioli colorati raffiguranti temi religiosi.

Nel campo culinario, fra le tante altre specialità, si annovera il “Minestrone alla Torricellese” menzionato, a suo tempo, dallo scomparso Rino Faranda nel volume di “Gastronomia teramana” (Tercas – Edigrafital SpA, Sant’Atto TE, 1991).

=========================

Pietro Serrani pietro.serrani@tin.it
foto Franco Giuliani e Pietro Serrani

=========================
Articolo di Sergio Scacchia pubblicato sul blog Paesaggio Teramano collegato alla rivista omonima.
Sul blog "Paesaggio Teramano" possibilità di visionare o fare il download dei numeri della rivista già pubblicati.
=========================

mercoledì 5 giugno 2013

San Pietro in Azzano, la terra della gens Attia

Azzano oggi è Villa Costumi e non ha una scuola, un ufficio postale, né il bar e non mi risulta che ci sia il tabaccaio o la farmacia.

Chi ha bisogno di qualcosa qui deve recarsi nella vicina Castagneto o proseguire fino a Torricella Sicura.


Se qualcuno, però, cerca solitudine è nel posto giusto: in tutta la frazione, a mezzogiorno, c'è meno gente di quanta ce ne sia a Teramo in un condominio il giorno di Ferragosto.

Un pugno di case con una varietà così minima di persone che s'incrociano in uno spazio geografico talmente ristretto che ti permetterebbe di conoscere e seguire ogni secondo della loro vita ed ogni centimetro dei loro movimenti.
E' così piccolo questo paese, che è un azzardo definirlo tale.
Il suo cimitero a due chilometri, condiviso con altri due borghi, è probabilmente grande quanto un cortile.

Il silenzio si taglia col coltello, come il buon pecorino dal sapore di montagna che ancora oggi fanno in maniera deliziosa nella vicina Villa Popolo, a una manciata di chilometri da Teramo.
Per quale misterioso scherzo dell’Onnipotente, qui è possibile trovare una chiesa rupestre, un tempo importante abbazia benedettina?

La risposta al quesito diventerebbe semplice se visitaste il luogo.
Un paradiso ideale per gli insediamenti di carattere monastico.
Potreste, chiudendo gli occhi, immaginare di ascoltare note mistiche di canti gregoriani consacrati al ritmo unificante dell’Ora et Labora benedettina.

La chiesa dedicata a San Pietro, che presenta un interessante portale rinascimentale, è situata sulla sommità di un colle da cui si gode un panorama superbo.

Pare che il cenobio sia sorto per il forte interesse dell’abbazia di Farfa e che, nel massimo del suo splendore, avesse addirittura sette chiese alle sue dipendenze per conto della badia farfense.

Sei di esse oggi non esistono più.
L’ultima, qualcuno giura sia stata la deliziosa Santa Maria De Praediis, ubicata non lontana, vero gioiello romanico in pietra, costruito, sul luogo dove, migliaia di anni fa, esisteva l’importante tempio della Dea Feronia.
A San Pietro restano, oggi, piccole vestigia della cisterna e del chiostro.

La chiesa, originariamente più grande, come racconta lo storico Niccola Palma, fu accorciata da “80 a 54 palmi per far spazio alla sagrestia e l’abitazione dell’allora curato”.

Questi luoghi vantano una storia antichissima che parte dai Romani che qui e a Pantaneto costruirono ville sontuose, passa per la civiltà longobarda, il feudalesimo dei castelli di Colle Caruno e Ioannella, la dominazione spagnola e arriva fino alle storie incredibili di briganti.

Il paesaggio,i monumenti stanno lì fermi,immobili da secoli.
La gente cambia continuamente.

Nasce, cresce, invecchia ma vive in quel fazzoletto di terra tutti i suoi momenti siano essi felici che tristi.

Vicino alla chiesa, mi dicono, vive tuttora un ultracentenario che ha trascorso gran parte della sua vita cibandosi del latte delle sue capre, dei frutti dei suoi alberi e di verdure.

Quattro vecchietti distribuiti in pochi chilometri starebbero per accendere la candelina numero 100; i ritmi lenti e l’aria buona sono evidentemente garanzia di lunga vita.

=========================
Articolo di Sergio Scacchia pubblicato sul blog Paesaggio Teramano collegato alla rivista omonima.
Sul blog "Paesaggio Teramano" possibilità di visionare o fare il download dei numeri della rivista già pubblicati.
=========================

martedì 21 maggio 2013

Il tesoro di San Bartolomeo a Villa Popolo!

Villa Popolo sarebbe un punto quasi invisibile su di una cartina geografica della provincia di Teramo, nel minuscolo comune di Torricella Sicura, se non annoverasse tra qualche casa e piccoli appezzamenti terrieri d’alta collina, un gioiello semi sconosciuto.


Nell’umile ambiente di un’antica chiesa agreste, a pochi chilometri dall’abitato di Ioannella, il visitatore può rimanere affascinato da un tempio minuscolo che rappresenta, però, un fatto artistico più unico che raro in tutto Abruzzo: una tipologia decorativa diversa dall'affresco che è quella delle assi lignee dipinte.

La chiesa dedicata a San Bartolomeo, il cui culto non è estremamente diffuso in regione, cela al suo interno, infatti, un soffitto particolare che riveste proprio con assi dipinte l'interno del tetto e le travi delle capriate, e che è suddiviso in cinque campate.

Un gioiello restaurato alla fine degli anni
novanta, inizio 2000, per far fronte ad un deterioramento dovuto ad annose infiltrazioni di acqua piovana.

In quella occasione il soffitto fu smontato, le murature consolidate, il tetto rifatto, e infine rimontato il prezioso manufatto.

Al suo esterno la chiesina, con la sua struttura molto semplice senza alcun elemento decorativo non lascia intuire la sua ricchezza pittorica.
E anche nell’unica aula interna non avrebbe granché di attraente senza questa opera immortale pendente sulla testa!

Non è certamente inedito avere chiese con soffitti dipinti.
Per rimanere nel teramano, si possono ricordare quelli di S.Michele Arcangelo a Castiglione della Valle, della chiesa del Convento dei Sette Fratelli a Mosciano S.Angelo, dei Ss.Mariano e Giacomo a Nocella, di Santa Maria in Platea a
Campli.
Ma l’opera custodita nella piccola chiesina è senza dubbio la più particolare.

Nel primo riquadro centrale è raffigurato San Bartolomeo con il simbolo del suo martirio, un coltello, dal momento che secondo la sua Passio fu scorticato vivo.
Nei due spioventi adiacenti, le immagini di 12 Santi Martiri

Nella seconda campata è rappresentata la Crocefissione: a sinistra la Madonna Addolorata con le mani giunte e le lacrime agli occhi e in basso la Maddalena che abbraccia i piedi di Cristo.

Nel campo tre angioletti con in mano dei calici: uno raccoglie il sangue che cola dal costato e gli altri due quello che cola dalle mani trafitte dai chiodi.

Nei due spioventi, dodici per lato, 24 angeli che recano i simboli della Passione, corona di spine, scala, tenaglia, martello, flagello, mano, sacchetto con monete, calice, lancia, tunica rossa, calice, velo della Veronica, dadi, brocca e bacile, bastone con spugna, chiodi e altri strumenti di martirio come ceppi, coltello, frecce.

Nella terza campata è rappresentato Dio Padre seduto in trono, con aureola triangolare, con in mano lo scettro.

Nei due spioventi dodici profeti, sei per parte: a destra MOSE', ELIA, ELISEO, EZECHIELE, DANIELE, ZACCARIA, e a sinistra ISAIA, RE DAVID, SAMUEL, OSEA, BARUC, GEREMIA.

Nella quarta campata è rappresentata l'Immacolata Concezione, coronata da un'aureola di dodici stelle e con ai piedi la luna (Apocalisse), con le mani giunte.
Nei due spioventi laterali le figure di 24 sante Vergini e Martiri.

Nella quinta campata è rappresentato il Cristo Risorto con in mano la bandiera bianca crociata.
Nei due spioventi le figure dei 12 apostoli, 6 per lato, senza didascalie come in tutti gli altri riquadri.

Un’opera fantastica quindi, assolutamente, da ammirare.
Le origini della chiesa sono difficili da inquadrare.
Pochi sono i documenti tra i quali due bolle papali.

La prima, datata al 1267, venne emanata dal pontefice Clemente IV (1265-1268) e riguarda l'istituzione di un Rettore, la seconda del 1327, emanata dal pontefice Giovanni XXII (1316-1334), riguarda la creazione del Prebendato, richiesto dal Rettore e dai Compatroni della chiesa, come riporta Nicola Palma.


La chiesa, dopo anni di silenzio documentario, però reca una sola data: il 1684, stilata sia sulla muratura sotto il porticato, sia nelle pitture dell'interno.

Secondo il Palma in quel periodo la zona e, forse anche la chiesa, venne messa a ferro e fuoco dai briganti, fin quando non si svolsero gli scontri più sanguinosi tra le truppe regolari comandate dal capitano spagnolo Gaspare Zunica e i banditi capeggiati da Titta Colranieri, Santuccio di Froscia e Giancarlo Vitelli.

I malviventi vennero definitivamente sbaragliati nel novembre del 1684 a S.Omero.

=========================
Articolo di Sergio Scacchia pubblicato sul blog Paesaggio Teramano collegato alla rivista omonima.
Sul blog "Paesaggio Teramano" possibilità di visionare o fare il download dei numeri della rivista già pubblicati.
=========================

mercoledì 1 maggio 2013

La Via dei Borghi: dodici paesi in pochi chilometri

Lucio De Marcellis e il Coordinamento Ciclabili Teramane ci guidano a un’esaltante e facile passeggiata sulle colline teramane, tra cultura e natura

Quando l’inverno non consente lunghi itinerari, chi ama trascorrere ore in ambiente, scopre itinerari vicini d’insospettabile bellezza.

La “Via dei Borghi”, ideata dal Coordinamento delle Ciclabili Teramane, è un percorso adatto sia per chi ama camminare sia per chi utilizza una mountain bike.


In pochi chilometri collinari, l’itinerario collega diversi borghi nei comuni di Teramo, Montorio al Vomano e Torricella Sicura.

Da quest’ultimo paese a sei chilometri dal capoluogo, il percorso è tabellato fino a Frondarola e presto le indicazioni arriveranno a Rapino grazie ad un’associazione locale di salvaguardia del territorio.
 Si parte da Teramo procedendo sulla Strada Provinciale 48 di Bosco Martese fino a Torricella Sicura.
La strada è frequentata in tutte le stagioni, da camminatori di ogni età.

Giunti nella piazza principale, intitolata all’eroe della Resistenza teramana, Mario Capuani, di fronte alla chiesa parrocchiale di San Paolo si prosegue su strade secondarie, verso il quartiere Case Romani, costeggiando la sede del Museo e presepe etnografico “Le genti della Laga” e della Comunità Montana della Laga.

Poco più avanti c’è l’abitazione dei fratelli Giorgio e Saverio Romani, valorosi patrioti morti durante la 1° Guerra Mondiale.
Dopo la breve discesa si risale al borgo di Piano Grande costeggiando la Fonte Vecchia, recentemente restaurata.

Ai margini del centro storico, che meriterebbe una sosta, si svolta a sinistra, direzione Cavuccio.
Dopo un’ulteriore breve discesa-salita si costeggia la chiesetta di S. Nicola.
Si attraversa il borgo di Cavuccio e, in prossimità della croce, si svolta a sinistra.

Un tratto in terra battuta conduce al cimitero; superatolo, si attraversa la strada provinciale e subito dopo il fosso Rio.
In breve si raggiunge Villa Tordinia.

Qui si percorre un breve tratto di strada provinciale verso monte, in prossimità del primo tornante s’imbocca la via secondaria a sinistra.

Volendo si può proseguire sulla strada principale per visitare il borgo storico di Villa Ripa e poi ricongiungersi all’itinerario che conduce all’antica chiesa di S. Maria di Ponte a Porto nell’agro di Frondarola.
La chiesetta sorge sull’argine sinistro del fiume Tordino, in un luogo, dove vi era un antico passaggio sulle acque.
Nella piana adiacente si svolgeva l’ultima fiera d’estate delle greggi prima della transumanza verso le Puglie.
La manifestazione negli anni ’20 si spostò ai margini dell’abitato di Frondarola, dove mantenne la tradizione fino agli anni ’60.

Ora si attraversa quello che era, nei tempi antichi, il ponte a pietre squadrate della Via Cecilia.

Nella descrizione dello storico Niccola Palma, la strada romana dalla Salaria, raggiungeva l’Interamnia (Teramo) proseguendo fino a Castrum Novum (Giulianova).

Quest’antica arteria è testimoniata anche dalla pietra miliare indicante il miglio romano CXIIII, rinvenuta a Valle S. Giovanni nel 1993, custodita nei depositi del Museo archeologico di Chieti.

Attraversando il ponte sul Tordino si raggiunge la provinciale, a Travazzano.

Si prosegue verso valle per raggiungere il bivio di Frondarola, sede di un antico castello, dal quale si gode un panorama a 360° verso la catena del Gran Sasso, la Maiella, La Laga, i Monti Gemelli.

La gita potrebbe proseguire verso la vicina Rocciano da dove è possibile tornare a Teramo lungo un percorso in terra battuta, attraversando il quartiere Mezzanotte.

Chi ha gambe forti può invece dirigersi verso il minuscolo abitato di Rapino, su strada asfaltata.

È possibile scendere nella valle del Vomano e per un antico tratturo lungo l’argine sinistro del fiume, raggiungere Piane di Collevecchio.

Negli anni ‘80 qui sono state rinvenute antiche cisterne romane. Gli storici hanno ipotizzato la presenza delle terme.
La sorgente di acque sulfuree attende la valorizzazione del comune di Montorio.

La strada asfaltata sale a Collevecchio.
Attraverso l’ex statale (ora dismessa e con traffico nullo) è possibile tornare a Frondarola e a Teramo, attraverso Rocciano.



Gli articoli inseriti nella rivista sono redatti da Sergio Scacchia, autore tra l'altro di tre libri:
"Silenzi di Pietra" e "Il mio Ararat" e "Abruzzo nel cuore".

Tutti gli articoli sono condivisi su Facebook nella bacheca di Sergio Scacchia e nella pagina "Il Mio Ararat" e su Google Plus.

Gli articoli sono inoltre pubblicati da Vincenzo Cicconi della PacotVideo , tra l'altro gestore di questo blog, su:
(blog della Città di Teramo - blog di Pensieri Teramani)
Pagina Facebook
(Il blog della città di Teramo e della sua Provincia)
N°1 pagina di Google Plus
(La città di Teramo e la sua Provincia)
Twitter
(Città di Teramo Blog)

sabato 20 dicembre 2003

Presepe delle Genti della Laga 2003-04



A Torricella Sicura, delizioso paese distante Km. 6 da Teramo (Abruzzo) e base di partenza per escursioni ai vicini monti La Farina e delle Tre Croci, nel periodo natalizio viene allestito il «Presepe Artistico delle Genti della Laga».

La mostra è a cura di Gino di Benedetto proprietario del Museo Etnografico Borgo Antico di Torricella Sicura e con la collaborazione di numerosi anziani artigiani dell'entroterra teramano che, con la loro arte, hanno realizzato nei minimi dettagli gli oggetti, i personaggi abruzzesi, gli antichi ambienti in cui vivevano e lavoravano, riproducendo anche i mestieri e le tradizioni locali.

Lungo il percorso, che si estende su un'area di circa 500 mq, sono stati ricostruiti nei minimi dettagli la Ramiera di Villa Tordinia, la Chiesa di S. Bartolomeo in Villa Popolo, i mulini, i frantoi, i fiumi con acqua corrente e molto altro ancora.

I suoni e i rumori associati alle diverse azioni e ai diversi ambienti contribuiscono alla creazione di un'atmosfera da sogno.
La scena della Natività è stata simulata tra monti del Parco Gran Sasso Monti della Laga riprodotti in miniatura.

Nella seconda parte dell'itinerario sono stati ricostruiti, con oggetti ed arredi d'epoca alcuni ambienti in cui dimoravano i nostri antenati come la cucina e la camera da letto.

E' stata realizzata anche una piccola aula scolastica con antichi banchi in legno dove sedevano gli allievi, l'ambulatorio medico con attrezzature originali del dentista e dell'ostetrica e sono state ricreate scene legate agli antichi mestieri come la pastorizia, la tessitura e la falegnameria.

La notevole dimensione e la straordinaria cura dei particolari fanno di questo allestimento probabilmente uno tra i più imponenti mai realizzati in Abruzzo e la tipicità delle scene coinvolgono il visitatore che riconosce nelle ambientazioni oggetti appartenuti alla vita quotidiana dei nostri nonni.

Il video è stato realizzato da Vincenzo Cicconi (www.PacotVideo.it) in collaborazione
con Sergio Scacchia, autore tra l'altro di due libri: "Silenzi di Pietra" e "Il mio Ararat".