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domenica 1 giugno 2008

Cortometraggio: Sogno di un mattino di mezzo inverno


Sogno di un mattino di mezzo inverno è un video in "controtendenza" rispetto alla marea di cortometraggi a soggetto scolastico presenti sulla rete e che propongono un' immagine deleteria di scuola, di educatori e di studenti, un' immagine certamente non positiva, nè formativa nè costruttiva ... per nessuno...!

Questo video vuole suggerire uno spunto di riflessione su un contrasto: la scuola com'è (e con i risultati che dà...) e la scuola come è stata o come dovrebbe essere per riappropriarsi della sua funzione primordiale, unica ed eterna, quella di rendere migliori gli istinti naturali dell' uomo...per formare i cittadini di domani...!

E' solo un sogno di una povera professoressa delusa e frustrata nel suo desiderio di "insegnare"?...nel veder migliorare a ritmi frenetici le tecnologie di comunicazione di massa e contemporaneamente peggiorare la cultura, l' affinamento della sensibilità, l' umanità ed i rapporti interpersonali...?

Questo video è un MESSAGGIO...a buon intenditor poche parole! Il video è stato realizzato all'interno dell'Istituto Professionale di Stato per i servizi Commerciali, Turistici e Alberghiero "L. Di Poppa".

Soggetto, progettazione, sceneggiatura, regia di Luciana Roscioli.
Le riprese sono state realizzate da Rino Orsatti, giornalista di una emittente televisiva teramana.

Il successivo montaggio audio video è stato realizzato dalla PacotVideo di Vincenzo Cicconi di Teramo il 01-06-2008.

lunedì 17 marzo 2008

Un gioiello del romanico: la Chiesa di San Clemente al Vomano



Alle porte dell’antico borgo di Guardia, sulla cresta collinare che si innalza dalla riva sinistra del Vomano, tra il verde dei vigneti e dei campi, c’e’ una splendida chiesa dedicata a San Clemente.

Le origini di questa abbazia si perdono nella notte dei tempi medioevali, tra leggende e realtà storiche.

Il monastero si eresse intorno all’874 per volere di Ermengarda, figlia a dire il vero un po’ bruttina, dell’imperatore Ludovico II e madre del re Ludovico III, ideale continuazione dell’abbazia di Casauria e di San Liberatore a Maiella, in territorio pescarese.

Desiderio, abate benedettino di Montecassino, utilizzò artisti e maestranze per ristrutturare varie chiese dando origine ad una scuola abruzzese che intorno al 1100 ricostruì, come testimonia una lapide, la chiesa vigilante sul pigro scorrere del fiume Vomano.

San Clemente fu, in seguito, sede di eremiti e monaci in cerca di Dio allorché passò, nei primi anni del 1800, alla Diocesi Di Teramo.
Fin qui le origini.

La chiesa di San Clemente al suo interno è composta da tre navate sorrette da colonne in cotto e in pietra e con il pavimento a vetrate da dove si possono osservare reperti archeologici di un tempio ben più antico.

Il ciborio, uno dei più belli d’Abruzzo, si trova alla fine di una scalinata.

Realizzato da artisti di origine normanna, ha un che di orientale con i suoi intagli quasi merlettati, di stile arabo sapientemente miscelato al gusto classico dei capitelli.

Al di sotto c’è un altro tesoro … l’altare con scolpito un agnello mistico.

Anche se la chiesa è stata stravolta nel suo aspetto originario da tanti interventi succedutisi nel corso dei secoli, il portale e diversi reperti interni, sono, a detta degli esperti, originali.

Il pavimento è in parte vetrato per consentire di ammirare i reperti archeologici sottostanti, la bella cripta dalle tante colonne, conserva resti di antiche pietre.



Madonna con Bambino

Posta su di un pilastro della navata di sinistra, l’opera rappresenta un momento interessante della pittura abruzzese tra tradizione e innovazione.

L’affresco è attribuito a Gentile da Rocca, databile attorno al 1285.
Gentile da Rocca è una testimonianza importante per quanto concerne la pittura in Abruzzo verso la fine del XIII secolo.
Nel 1283 firma in Santa Maria ad Cryptas la tavola raffigurante la Madonna col Bambino che rivela notevoli affinità stilistiche con la Madonna di San Clemente.
L'opera è espressione della cultura bizantineggiante, proveniente dalla Puglia e dalla Campania.

Edicola in mattoni

Un elemento architettonico che conserva ancora degli affreschi è una edicola in mattoni sulla piccola navata di destra.

Il manufatto è di interesse architettonico in quanto presenta una copertura a capanna, sostenuta da due colonnine ottagonali.

L'edicola presenta alcune interessanti raffigurazioni a fresco del 1419: una Madonna che accoglie sotto il suo manto i frati, nell’altro lato le figure di due santi, all’interno il Cristo benedicente con i simboli dei quattro Evangelisti, di fronte un angelo annunziante alla Vergine.

Interno

Lo spazio interno è diviso in tre navate: la navata centrale termina con una abside mentre le due laterali con altre due piccole.

Il presbiterio è rialzato rispetto al piano di calpestio ed è spinto in alto dalla cripta.
Il tetto, a capriate in vista, è stato recentemente rifatto.

E' legittimo ritenere che i resti della precedente struttura per motivi di economia siano stati inglobati nella nuova costruzione: questo discorso vale anche per le strutture portanti come ad esempio le colonne e le fondazioni.

Ma non sempre le strutture preesistenti sono state rese idonee a supportare le nuove strutture.
Questo ha contribuito secondo ciò che si legge negli scritti di Gumina ai tanti problemi statici di cui ha sofferto la chiesa per lunghi anni chiusa per restauri.

Capitelli

Nel sito internet dedicato alla chiesa di San Clemente si avanza l'ipotesi che probabilmente i capitelli, così come altri elementi decorativi, furono collocati nella chiesa allo stato grezzo e che solo in tempi successivi gli scalpellini abbiano realizzato le loro opere.

La difformità di composizione degli elementi sicuramente deriva dal fatto che gli artisti godevano di una certa libertà interpretativa e non erano legati certamente a schemi da ripetere in serie, lasciandosi guidare dalla propria fantasia e dal filone stilistico del momento.

Il ciborio

Autentico capolavoro che da solo merita una visita a San Clemente.

Si erge elegante e solenne su quattro colonnine con capitelli al di sopra dell’altare maggiore.
E’ stato restaurato di recente insieme all’intero complesso monastico.




L’agnello

Lo splendido merletto di marmo rosa in mezzo al quale campeggia un bianco ed innocente “Agnus Dei” crocifero.
Con questo elemento inconsueto, il paliotto d’altare acquista leggiadria e misticità.

Uno dei tanti capolavori da ammirare.

Esterno di dietro

L'abside centrale esterna al di dietro del complesso presenta una finestrella arricchita da una cornice in pietra che richiama alcuni particolari del portale.

Tutto denota la tipologia costruttiva tipica delle maestranze benedettine.
Ricorda nello stile e negli elementi in pietra l’abside di Santa Maria Assunta in Bominaco.

Particolari del portale

Le curiose decorazioni del pregevole portale.
I lussuosi tralci vegetali scolpiti nella pietra, si fondono con altri elementi fantastici e ricordano i portali di San Pietro ad Oratorium e San Liberatore a Macella.


Esterno davanti

La facciata principale della chiesa di San Clemente al Vomano.

La caratteristica gradinata in pietra si lega sapientemente alla severa facciata e al portale con elementi lapidei di chiaro rigore benedettino.

domenica 10 febbraio 2008

Teramo: Eternit nel quartiere Gammarana



Eternit, parola che sembra innocua, anche simpatica, ma che nasconde morte pura!
Eterno come il nome.
Eterno come la morte che, secondo i soliti esperti, intorno al 2030 raggiungerà nel vecchio continente oltre 100 milioni di persone entrate incautamente e senza neanche saperlo, in contatto stabile con questo materiale terribile fatto di fibre d'amianto che "sfibrano" gli organismi umani distruggendoli pian piano.

Queste dannate fibre di amianto hanno coperto per lunghi anni i tetti di milioni di case abitate da ignare famiglie e i capannoni industriali come ad esempio di quelli che restano in piedi nell'area dimessa della ex Villeroy e Boch.

La bonifica della zona è, da anni, in agenda comunale ma questo ancora non accade.
In Italia, negli ultimi dieci anni, circa 3000 cittadini ci hanno lasciato le penne, così senza neanche rendersene conto e tra atroci tormenti finali.
Credo che non siamo ancora maturi per capire a pieno la portata del pericolo che incombe su tutti noi.

Abbiamo pensato di fare il punto della situazione con il presidente del comitato di quartiere della Gammarana, l'ingegner Marcozzi nel video a supporto dell'articolo.
Nel filmato ripercorriamo anche gli avvenimenti accaduti nel 2004, con l'interdizione da parte delle autorità competenti dell'intera zona.

martedì 29 gennaio 2008

Pietracamela e Prati di Tivo (Teramo - Abruzzo)


Pietracamela, nel cuore del Parco del Gran Sasso Monti della Laga, è un tipico paese di montagna immerso tra i boschi, uno tra i comuni più alti della Provincia di Teramo, inserito da anni nella speciale classifica dei 100 borghi più belli d'Italia.
Pietracamela prende nome probabilmente dalla caratteristica roccia a forma di cammello che incombe sull'abitato.

Il borgo antico è un dedalo di case in pietra, viuzze, scalinate, saliscendi. Notevole la chiesa parrocchiale dedicata a San Leucio, patrono del paese. All'interno del luogo sacro, oltre a diverse statue e a quella del santo, sono presenti importanti altari decorati e un pregevole organo antico.

Sopra il paese di Pietracamela si estende una bella faggieta con una frequentatissima palestra di roccia, scuola dello storico gruppo degli Aquilotti d el Gran Sasso e un'area faunistica dove si trovano esemplari dello splendido camoscio d'Abruzzo.

Da non perdere il Museo dell'Alpinismo nel cuore dell'abitato, all'interno del Punto Informativo del Parco.
Da non perdere le inquietanti pitture rupestri nelle Grotte di Segaturo al di sopra dell'abitato eseguite negli anni '60 dal pittore Guido Montauti e da altri artisti del suo cenacolo.

A pochi chilometri di distanza, ai piedi del Gran Sasso, la bellissima località dei Prati di Tivo base di partenza per ascenzioni estive ed invernali sul Corno Grande, Corno Piccolo e il famoso ghiacciaio del Calderone. Prati di Tivo e una località sciistica tra le più note e importanti dell'Appenino Centrale.

Il video è stato realizzato da Vincenzo Cicconi (PacotVideo.it) in collaborazione con Sergio Scacchia)
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Il video, della durata di 9 minuti circa, è stato pubblicato integralmente su quattro canali di video sharing:
(YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV - Kewego) gestiti dalla PacotVideo.

E' inoltre pubblicato su tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:

- blog della Città di Teramo
- blog della PacotVideo
- blog di Pensieri Teramani

sabato 22 dicembre 2007

336 - Apertura del centro Commerciale Gran Sasso


L’apertura del nuovo centro acquisti Gran Sasso shopping di Piano d’Accio di Nepezzano, a ridosso del nuovo stadio, la nuova cittadella tra le più grandi del centro Italia che promette sconti e ottimismo, ha già cambiato le abitudini di consumo dei teramani?

Il secolare equilibrio socio economico del nostro territorio è saltato o è tutto come prima?

Il piccolo commercio a Teramo sta morendo e con esso il centro storico oppure è tutto come prima?

Molti non capiscono i manifesti in cui si parla di un “centro commerciale naturale” nelle vie della città!

E quel che più conta, non capiscono a cosa si riferiva il sindaco Chiodi quando definiva il centro commerciale, una opportunità di sviluppo anche per i negozi in città.

Senza poi parlare delle tante attività disseminate tra Teramo e San Nicolò, dove ad esempio insistono, in pochi chilometri, attualmente quattro o cinque supermercati, tre grandi negozi di elettronica e svariate piccole attività.

Una cosa sembra positiva!
Con tutte queste attività concorrenti, forse si riesce a lucrare ottimi affari.

Quale miglior banco di prova l’inizio delle feste natalizie per tracciare un bilancio della salute del commercio teramano?

Abbiamo voluto saperne di più intervistando i consumatori e dando voce anche ai commercianti del centro storico di Teramo!

Ne è uscito fuori un quadro sorprendente ….

Servizio realizzato da Sergio Scacchia.
Riprese e montaggio di Cicconi Vincenzo (www.PacotVideo.it)

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Il video, della durata di 7 minuti circa, è stato pubblicato integralmente su quattro canali di video sharing:
(YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV - Kewego) gestiti dalla PacotVideo.

E' inoltre pubblicato su tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:

- blog della Città di Teramo
- blog della PacotVideo
- blog di Pensieri Teramani

mercoledì 19 dicembre 2007

Targa in onore di Marco Pannella da parte di Teramo Nostra



Il 19 dicembre, giorno di San Berardo patrono della città, Teramo Nostra organizza nella Sala Polifunzionale della Provincia la "Festa della Teramanità".

Nell'occasione l'associazione, nata nel 1987, Ha celebrato i suoi 20 anni.

Nel ventennale della fondazione dell'associazione teramana Teramo Nostra viene consegnata una targa omaggio a Marco Pannella con la seguente motivazione: "figlio di antica stirpe teramana la cui famiglia tanto ha dato alla nostra città, erede dei nobili ideali con il suo valoroso impegno culturale e civile ha nobilitato le sue radici nel mondo."

La targa è stata consegnata a Marco Pannella dal sindaco di Teramo, Gianni Chiodi, e dal Presidente della Provincia Erminio D'Agostino.

Teramo Nostra festeggia 20 anni



Il 19 dicembre, giorno di San Berardo patrono della città, Teramo Nostra organizza nella Sala Polifunzionale della Provincia la "Festa della Teramanità".
Nell'occasione l'associazione, nata nel 1987, celebrerà i suoi 20 anni.

Protagonista di tante pagine di vita cittadina dell'ultimo ventennio, Teramo Nostra giunge a questo importante traguardo con la certezza di aver contribuito a mantenere alta la vivacità culturale della città grazie ad una serie di iniziative caratterizzate da uno scadenzario naturale che è impensabile elencare.

Citiamo solo una delle ultime manifestazioni in ordine di tempo: la presentazione a Roma, il 22 novembre 2007, del "Dizionario mondiale dei direttori della fotografia".

I ringraziamenti di Teramo Nostra vanno a quanti in questi anni hanno contribuito con passione alla nascita, sopravvivenza e crescita dell'associazione: i soci e tutti i collaboratori che si sono avvicendati nel tempo.

Un ringraziamento sentito va anche a tutte le Autorità, gli Enti e i privati che hanno partecipato alle iniziative culturali promosse dall'associazione non facendo mancare un appoggio fondamentale, senza il quale risulta difficile se non impossibile muovere anche i più piccoli passi.

Durante la manifestazione Teramo Nostra ha tributato un riconoscimento a due illustri cittadini: il campione e costruttore automobilista Berardo Taraschi, scomparso 10 anni fa e il grande politico teramano Marco Pannella.

La serata è stata allietata da un concerto musicale dal vivo da parte degli All Jazz Duo con la voce di Raffaella De Mattheis accompagnata al pianoforte da Martina Colli.

domenica 16 dicembre 2007

La neve in città minuto per minuto!

Ore 7,00

Le previsioni meteorologiche di qualche giorno fa avevano sentenziato: questo sarà un week end particolarmente rigido che porterà la neve a bassa quota e anche sulle coste.

In tutto il teramano la neve non si è così fatta attendere.



E' arrivato quindi il freddo come previsto e la città è stata sotto la neve per molte ore rendendo il centro storico molto suggestivo.

Già da stamattina presto, il termometro ha segnato poco meno di 3 gradi.
La città di Teramo è ricoperta di bianca coltre.

Sembra di essere all'interno di una di quelle sfere di cristallo che si comprano nei negozi di chincaglieria col Babbo Natale che sorride insieme alle sue renne.
Non si capisce bene chi si diverta a scuoterla per poi rimanere ad osservare in silenzio quella bianca cascata.

A Teramo la neve soffice e silenziosa continua a scendere ininterrottamente da ieri. In città tutto è diventato silenzioso e ovattato.

Il mondo, alle sette del mattino, pare irreale, senza rumori, come se tutto fosse addormentato per incanto, sotto una spessa coltre nevosa, circa 15-20 centimetri.

Il profilo della città assomiglia sempre più a quello di un paese di alta montagna.
La gelata della notte e del primo mattino non crea per il momento disagi.
La neve appesantisce gli alberi: i rami sono stracarichi di neve e di ghiaccio.
E’ bella a vedersi, entusiasmante per i più piccoli, ma assai poco pratica per chi deve spostarsi per ragioni di lavoro o di studio.

Ore 9,30

Incontro il sindaco Chiodi, in piazza Sant’Anna, davanti al portone di casa, mentre armeggio con la mia Canon digitale e, simpaticamente, mi fa notare la presenza ovunque dei mezzi della Team, anche se gli interventi sono limitati alle vie principali.
E vero!

Grazie alla segnalazione del sindaco, i mezzi di Teramo ambiente sono usciti tempestivamente in mattinata, diversamente ad altre analoghe situazioni degli scorsi inverni.
L’emergenza sembra sotto controllo.

E’ stata spalata la neve nelle principali vie del centro, lungo i tre ponti cittadini, davanti al sagrato delle chiese e il sale è stato sparso dove c’era pericolo di ghiacciate.

Ci riserviamo di vedere alla fine dell’abbondante precipitazione, nei prossimi giorni, cosa sarà accaduto.

Ore 10,00

E’ tornato a nevicare copiosamente.
La città è sotto una autentica tormenta.

Le notizie danno diversi automobilisti con le vetture in panne, bloccate nel bel mezzo delle strade, soprattutto in periferia, e le tante piccole emergenze, sembra abbiano mandato in tilt il centralino dei Vigili del Fuoco e della Polizia Municipale, i cui operatori hanno passato la giornata spostandosi da un quartiere all’altro col furgoncino e sacchi di sale.

Speriamo che queste misure siano state sufficienti a garantire una viabilità sicura.
Disagi alla circolazione, ad eccezione del centro dove si circola abbastanza bene, e diversi micro tamponamenti, tutti fortunatamente senza gravi conseguenze.

Torna alla mente l’ultima nevicata di due anni fa, quando i medici e gli infermieri del reparto emergenza dell’ospedale lavorarono a ritmo serrato, negli scorsi inverni per medicare pazienti con fratture di femore e caviglie slogate.
Alcuni anziani finirono in ospedale in seguito a brutte cadute sul ghiaccio.

Speriamo che questa volta prevalga il buon senso e non si esca con tacchi a spillo e abbigliamento inadeguato.

Si segnalano intanto piccole code sull'autostrada A14, nel tratto teramano, dove si viaggia in difficoltà, nonostante l'azione continua degli spazzaneve che hanno consentito di tenere il casello aperto.

La giornata domenicale ha per fortuna limitato il transito di mezzi pesanti.
Speriamo che non si registri l'assenza di mezzi spazzaneve e spargisale, indispensabili per garantire la viabilità lungo le strade urbane ed extraurbane.

Ore 11,00

Continua a nevicare, anche se con minima intensità.

La gente si è riversata in strada e, sotto la cattedrale nella centralissima Piazza Martiri, si stanno consumando le tradizionali battaglie “a pallate” fra ragazzi.



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Foto e articolo di Sergio Scacchia
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giovedì 6 dicembre 2007

La nuova chiesa Madonna della Cona a Teramo



La storica chiesina della Madonna della Cona il 6 dicembre 2007 è stata sostituita dauna nuova struttura.

La Parrocchia della Madonna della Cona, con oltre 5000 fedeli, è una delle più grandi di Teramo e nelle liturgie domenicali non tutti trovavano ormai posto all'interno della vecchia struttura inadeguata ai bisogni della comunità.
Ma dopo un attesa di oltre venti anni, il sette dicembre, vigilia della festa dell'Immacolata Concezione, ci sarà la grande inaugurazione di un tempio sacro atteso da tanti anni.

Don Gianni, il parroco che tanto si è prodigato per la realizzazione della nuova chiesa, ringrazia per le offerte i parrocchiani e i tanti benefattori che stanno contribuendo alla realizzazione di un opera che non sarà solo patrimonio e vanto del quartiere, ma che resterà ai posteri come struttura a disposizione dell'intera città di Teramo.

lunedì 22 ottobre 2007

Ad Atri gli autori della fotografia cinematografica



Con la consegna dell'esposimetro d'oro agli Autori della Fotografia Beppe Lanci, Stefano Falivene, e, per la memoria, a Mario Bava, si conclude l’undicesima edizione del premio internazionale della fotografia cinematografica intitolato a “Gianni Di Venanzo.”

Il giorno dopo gli ospiti del premio partono per visitare una tra le più belle città della provincia di Teramo: Atri!

ECCO I CALANCHI

Lungo il viaggio, volgendo lo sguardo verso sud ovest laddove il sole segue il suo cammino discendente, siamo attratti da un paesaggio particolare caratterizzato dalla presenza di una fitta rete di profondi ed ampi burroni, canaloni con ripidi versanti spogli, creste aguzze: sono i calanchi, meglio conosciuti come le “bolge” di Atri.
Un paesaggio quasi da inferno dantesco iniziato con un processo di compressioni e movimenti dei monti dell’Appennino verso il mare, circa 5 milioni di anni fa con formazioni di fosse e successimi riempimenti che hanno portato ad una emersione della fascia costiera con un sollevamento che la innalzano fino ad oltre 450 metri.

L’azione erosiva delle acque, su questo terreno con le sue fessure dovute dai lunghi periodi di siccità, ha iniziato a modellare gli originari rilievi collinari, dando luogo, nel tempo, alle attuali spettacolari forme del paesaggio: la pioggia ha scavato dei rivoli che sono diventati sempre più profondi grazie anche a una scarsa presenza vegetativa.
Comunque anche se i calanchi non brillano per la vegetazione si può notare che la lotta della vegetazione per allignare su questi terreni, è molto energica.

LA ROCCA DI CAPO D'ATRI

Alle porte di Atri entriamo dalla parte ovest della città dove ci accoglie l’antica rocca del XV sec., ricostruita su di una fortezza precedentemente eretta da Luigi di Savoia, Viceré degli Abruzzi nel 1390.
Attraverso il belvedere dove sono esposte sculture di numerosi artisti del ‘900 entriamo nel nucleo antico della città.

LA CHIESA DI SAN NICOLA

Lasciamo il suggestivo panorama che corre fino al mare adriatico ed ecco la chiesa di S. Nicola, costruita in laterizio nel 1256, sui resti di una chiesa benedettina.

L’interno è in stile gotico! Custodisce fra l’altro, alcuni affreschi quattrocenteschi tra cui : la Madonna con Bambino, fra S. Rocco e S. Sebastiano, della scuola di Andrea De Litio. La chiesa è suddivisa in tre navate ad arcate ogivali,

IL PALAZZO DUCALE

Raggiungiamo il Palazzo Ducale. Davanti agli occhi l’imponente torre civica.
Fortezza militare costruita nella prima metà del sec. XIV dal duca Antonio Acquaviva, oggi il Palazzo è sede del comune di Atri
Il cortile custodisce il busto bronzeo del beato Rodolfo Acquaviva, opera dello scultore Ugo Assogna.

ll Sindaco di Atri Paolo Basilico (ex sindaco n.d.r.) ci accoglie nella sala del Beato Rodolfo Acquaviva che presenta immagini d’ispirazione pittorica orientale realizzate a tempera nel XIX secolo.
Entriamo nella “Sala delle udienze degli Acquaviva”, dipinta dal Maestro Francesco De Felici nel 1883.
Il soggetto centrale del dipinto probabilmente rappresenta la disfida di Barletta, nella quale, la presenza dei francesi da una parte e degli italiani dall’altra, stanno quasi a voler ricordare le lunghe incomprensioni tra la città di Atri e i duchi d’Acquaviva.

LA CHIESA DI SAN FRANCESCO

Ecco la Chiesa di S. Francesco e la sua scenografica scalinata con balaustra in pietra, opera del maestro Fontana da Penne
Forse fu lo stesso Santo di Assisi, durante uno dei suoi viaggi in Abruzzo, ad iniziarne la costruzione.
Dopo il terremoto del 1715, la chiesa fu ricostruita in stile barocco
L’interno a croce latina, ha otto cappelle laterali, con pregevoli opere in stucco, oltre all’altare principale e a due altari collocati ai limiti del presbiterio dedicati a “S. Francesco d’Assisi e a “S. Antonio da Padova”.

LU MAMMOCCE
Nel vicolo adiacente la chiesa, c’è il monumento funebre di Giacomo Di Lisio dottore e filosofo del 14 secolo scomparso il 1415.
"La statua che stiamo osservando si chiama "lu mammocce" usata dai nostri genitori per intimorirci e crearci quindi un senso di disagio.
Quando noi da bambini volevamo trasgredire passavamo di corsa, soprattutto al buio, quasi per verificare la nostra forza
(Luciano Lupoletti, artista atriano)

LA CHIESA DI SAN LIBERATORE

Bella chiesa del 1445, oggi è il sacrario degli atriani caduti in guerra.
Nel 1935, la chiesa fu decorata da Ettore Gattucci e diretta dal prof. Alfredo Ferzetti che realizzò le vetrate artistiche, tra cui quella policroma raffigurante “Cristo sulla croce”.

LA CHIESA DI SANT'AGOSTINO

Costruita nel 1200 è stata successivamente riedificata nel XV sec.
La facciata, a coronamento orizzontale, presenta un portale tra i più eleganti del quattrocento abruzzese, eseguito da Matteo da Napoli.
Sui due capitelli ai lati del portale troviamo rappresentati: S. Caterina d’Alessandria, Santo Monaco con sopra S. Agostino e l’Eterno Padre Benedicente.
L’interno, ad una sola navata, presenta una copertura a capriata e conserva un importate affresco raffigurante la Madonna delle Grazie di Andrea De Litio.
Da Alcuni anni la chiesa, oltre ad essere luogo di culto, viene utilizzato anche come auditorium

IL TEATRO COMUNALE

Inaugurato nel 1881, presenta un esterno ripreso dalla scala di Milano e un interno ispirato al S. Carlo di Napoli. Il progetto fu realizzato dall’ing. Francesco Consorti

LA CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA

Fu costruita in pietra d’Istria nel XIII sec. per opera di Raimondo da Poggio e Rainaldo D’Atri.
Il campanile, opera di Antonio da Lodi, è alto ben 54 metri simile a quello del Duomo di Teramo.
La basilica presenta una facciata di forma rettangolare, con al centro un rosone a motivo floreale sopra il quale , dentro una nicchia, è collocato un gruppo marmoreo che rappresenta una Madonna con Bambino opera della scuola atriana del tredicesimo secolo.

L’interno in stile gotico è a tre navate.
Sulle pareti, troviamo affreschi che vanno dal 1200 al 1400.
Nella parte centrale dell’abside lo splendido ciclo di affreschi, il più importante del rinascimento abruzzese, opera di Andrea De Litio di Lecce dei Marsi.
La volta a crociera, è stata affrescata con le figure degli evangelisti dei quattro dottori della chiesa, disposti come quelli nella Basilica di S. Francesco in Assisi eseguiti da Giotto.

Da non perdere il monumentale Chiostro quadrangolare dei monaci cistercensi realizzato intorno al XIII secolo.

LA CHIESA DI SANTA CHIARA
e l'annesso CONVENTO DELLE CLARISSE

Fu fondata nel XIII sec. da una compagna di S. Chiara L’interno, ad una sola navata, a pianta rettangolare, contiene la cappella maggiore dell’Immacolata in stucco dorato, nella cui parte superiore è situata la statua di S. Chiara, opera del fiorentino Giuseppe Bartoli
Da notare due statue di S. Giovanni Battista e di S. Giovanni Evangelista.
Al centro troviamo l’esposizione del Santissimo Sacramento che, dal 1954, per volere del Vescovo Mons. Amilcare Battistelli, viene adorato ogni giorno.

MUSEO CIVICO ETNOGRAFICO

Nato grazie all’opera di Ettore Cicconi e Massimo Aielli, presenta oltre 2500 pezzi che testimoniano la storia e la cultura del territorio.
Paramenti sacri e un altare privato, della famiglia Ricciconti. con al centro un crocifisso ligneo del 1700.
Nella sezione dedicata alla sartoria troviamo vestiti d’epoca dal 1700 alla prima metà del 1900 dove fanno bella mostra:
- un abito da sera, della seconda metà dell’ottocento della Signora De Albentiis,
- un Abito in seta ricamato in fili d’oro per la Madonna del Rosario.
- un abito in fili d’ oro della seconda metà dell’ottocento, della Baronessa Castellani di Atri.

Non mancano sezioni dedicate ai mestieri scomparsi e agli arredi di un tempo.
Alcune vetrine sono dedicate all’attività dei minatori atriani, con attrezzi ed elementi vestiari, in quanto la città fu canale di emigrazione nel dopoguerra, particolarmente nelle miniere del Belgio.
E poi strumenti antichi per la musica bandistica, giacché Atri è stata tra le prime città in Abruzzo ad avere un complesso bandistico già dal 1806.

Nella sezione dedicata all’immagine, tra antiche macchine fotografiche, proiettori per lastre e lanterne magiche, c’è un cimelio con cui vogliamo chiudere questa breve quanto incompleta visita alla città di Atri: un proiettore cinematografico della fine degli anni 20, lo strumento che permette ad un opera cinematografica di viaggiare ovunque e far conoscere, oltre ad attori e registi, il magnifico lavoro degli autori della fotografia, di queste figure spesso nascoste che sono i grandi maestri della luce.