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sabato 10 novembre 2012

Roberto Scarpinato al Premio Borsellino 2012


Roberto Scarpinato è Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Caltanissetta.

Nel 1988 si trasferisce alla Procura della Repubblica di Palermo, dove entra a far parte fa parte del pool antimafia collaborando con Giovanni Falcone e con Paolo Borsellino.

Dopo la strage di via D'Amelio, il 19 luglio 1992, è il promotore della rivolta dei sostituti procuratori contro il procuratore capo Piero Giammanco, al quale viene addebitata la responsabilità di avere progressivamente isolato Giovanni Falcone.


Divenuto Procuratore aggiunto, conduce pressanti indagini sui rapporti tra la mafia e la massoneria deviata, sui rapporti tra mafia ed economia e soprattutto sulla cosiddetta “trattativa” tra lo Stato e Cosa Nostra nel periodo delle stragi.

Con uno straordinario sacrificio personale, pagando un prezzo altissimo per il suo impegno in difesa e per la promozione dei valori della legalità tra i tanti processi nel 1996 fa condannare Andreotti per aver avuto rapporti con la mafia sino al 1980, pur se tale reato viene prescritto.

Nel 2005, assume la direzione del Dipartimento mafia-economia che smantella colossali patrimoni illegali, giungendo a sequestrare alla mafia tra il 2008 al 2010 beni per un valore di circa 4 miliardi di euro.

Il suo è anche il nostro concetto di legalità.

Una legalità vera, quella che sta dentro il nome di Paolo Borsellino: non il vuoto legalismo dei benpensanti, il securitarismo che aggredisce i lavavetri ma è connivente con l’illegalità diffusa della politica, chiude gli occhi davanti alle truffe dei potenti e rimane silente e dunque complice davanti ai furti di Stato.



Interpretando il bisogno della collettività che chiede diritti e sente il bisogno di una società fondata sui più alti valori.
Ispirandosi agli stessi principi e agli stessi valori che hanno animato la vita di Paolo Borsellino al dott. Roberto Scarpinato il premio nazionale paolo borsellino 2012



Leonardo Nodari al Premio Borsellino 2012


Nell'anteprima del Premio Borsellino Leonardo Nodari, organizzatore del premio stesso e rappresentante dell'Associazione Società Civile, spiega ai ragazzi delle scuole di Giulianova presenti nella Sala Kursaal cosa andranno a vedere e soprattutto ad ascoltare.

Per trasmettere ai giovani la cultura della legalità è necessario indubbiamente un percorso formativo e informativo, ma è molto utile allo scopo l'esempio e la testimonianza diretta di personaggi 'simbolo' che hanno fatto della legalità il proprio spirito guida e la difesa della legalità la propria missione.

Il premio vuole rendere partecipi delle esperienze vissute in prima persona da cittadini italiani che si sono distinti proprio nel rispetto e nella difesa della legalità

martedì 25 settembre 2012

69° Anniversario Battaglia di Bosco Martese


Il 25 settembre 2012 in località Ceppo l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, in collaborazione con la Provincia di Teramo e il Comune di Rocca S.Maria, ha celebrato il 69° Anniversario della Battaglia di Bosco Martese, la prima battaglia campale della Resistenza italiana.
Un numeroso gruppo di partecipanti ha sfilato in corteo dal piazzale del Ceppo fino al Monumento al Partigiano, nel Bosco Martese.

Dopo la deposizione di una corona d’alloro Mirko De Berardinis, Segretario Provinciale dell’ANPI di Teramo, ha dato inizio alla commemorazione della Battaglia di Bosco Martese.

Sono intervenuti:
Mario De Nigris, comandante partigiano,
Michele Arcaini, partigiano che ha combattuto la Battaglia di Bosco Martese,
Stefania Guerrieri, Sindaco di Rocca Santa Maria (TE),
Mauro Martino, Presidente Consiglio Provinciale di Teramo
Antonio Topitti, Presidente Sezione ANPI "M.Mobili" di Teramo,
Antonio Franchi, Senatore e Presidente Provinciale ANPI Teramo.

Oltre ai famigliari delle vittime, alle Autorità civili e militari, alle Associazioni combattentistiche e d'Arma e diversi partigiani all raduno hanno partecipato oltre 300 ragazzi in rappresentanza delle scuole di tutto il territorio provinciale, dalla costa all’entroterra.

Il 69esimo anniversario è stato dedicato alla memoria del capitano dei carabinieri Ettore Bianco che fu alla guida della formazione dei 1.600 partigiani che diedero vita alla battaglia di Bosco Martese.

CRONISTORIA DELLA BATTAGLIA DI BOSCO MARTESE

A 40 km da Teramo, al termine della strada del Ceppo nel Comune di Rocca Santa Maria, a 1400 metri di altitudine c'è Bosco Martese, immerso tra i Monti della Laga della Provincia di Teramo.
Il 25 settembre 1943, la località di Bosco Martese fu teatro della prima battaglia in campo aperto della Resistenza Italiana contro i nazisti.

Già dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 si erano concentrati nella zona nuclei dell'esercito guidati da numerosi ufficiali fra i quali il tenente colonnello Guido Taraschi e i Capitani Gelasio Adamoli e Giovanni Lorenzini.

Numerosi furono i giovani teramani che salirono a Bosco Martese, tra i quali noti antifascisti teramani come Mario Capuani ed Ercole Vincenzo Orsini (Medaglie D'oro della Resistenza), i fratelli Rodomonti e Ammazzalorso e gruppi di militari inglesi e jugoslavi sfuggiti alla prigionia dei tedeschi.

Nel giro di pochi giorni si radunarono a Bosco Martese circa 1600 uomini tra militari e popolo, comandati dal Capitano dell'Arma dei Carabinieri Ettore Bianco ed uniti da un comune sentimento di antifascismo ed indipendenza nazionale.

La casa cantoniera del Ceppo, presente ancora oggi, divenne sede del Comando Partigiano.

Il comando tedesco, non appena informato della concentrazione di forza partigiane sull'Appennino teramano, il 25 settembre 1943 inviò verso Bosco Martese un battaglione di truppe d'assalto motorizzate.

Lungo il tragitto i tedeschi catturarono presso il Mulino De Jacobis un gruppo di cinque giovani partigiani, che utilizzarono inizialmente come scudi umani, a protezione della colonna motorizzata.

Prima dell'arrivo a Bosco Martese furono barbaramente fucilati: Luigi De Iacobis, mugnaio; Guido Belloni, falegname; Mario Lanciaprima, impiegato di banca; Gabriele Melozzi, contadino; Guido Palucci, falegname, portiere della Teramo Calcio.

Poco dopo, la Battaglia partigiana divampò contro le truppe tedesche e l'intero battaglione fu neutralizzato sotto un potente schieramento armato.
Ai tedeschi non restò altra soluzione che la ritirata.

Nelle ore successive, tentarono un secondo attacco ma lo sbarramento partigiano riuscì a fermare l'avanzata nemica.

Sconfitti sul piano militare i tedeschi ricorsero all'arma del terrore e della rappresaglia: fu presentata al Prefetto e al Podestà di Teramo la minaccia di bombardare e radere al suolo l'intera Città, con la fucilazione di 100 ostaggi per ogni tedesco ucciso, se la formazione di Bosco Martese non si fosse arresa.

La rappresaglia colpì barbaramente militari ed antifascisti.
Il 26 settembre 1943 i tedeschi arrestarono tre carabinieri della Stazione di Pascellata di Valle Castellana (TE) ed un alpino, con l'accusa di complicità nei confronti dei partigiani.
I tre militari dell'Arma dei Carabinieri e l'alpino furono fucilati dai nazisti in località Sella Ciarelli.

Gli antifascisti Mario Capuani ed Ercole Vincenzo Orsini furono catturati ed uccisi senza processo.

La notizia della Battaglia di Bosco Martese fu diffusa da Radio Bari e da Radio Londra e segnò la storia come la prima Battaglia in campo aperto della Resistenza Italiana.

Pertanto, per questa lunga storia di lotta per la Libertà con sacrifici di Partigiani e civili, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, conferì nel 2005, la Medaglia d'Oro per la Resistenza al labaro della Provincia di Teramo.


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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 22 minuti ed è stato pubblicato su quattro canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
(YouTube - DailyMotion di Virgilio - Vimeo - Blip.TV).

E' stato pubblicato su tre blog anch'essi gestiti da Vincenzo Cicconi della Pacotvideo:

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Infine la pubblicazione del video è stato comunicato attraverso Twitter
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giovedì 2 agosto 2012

Villa Popolo e la chiesa di San Bartolomeo

Nella splendida risalita del Vezzola arriviamo alle porte di Villa Popolo e scopriamo cose interessanti sul paese.

Era questo un borgo molto frequentato negli anni ’50 e ’60, che raggruppava in realtà tre plessi: Popolo bassa, Popolo alta, Villa Torre, l’attuale abitato.


Nei due villaggi La Bassa e L’Alta dimoravano perlopiù contadini, gente per bene ma molto povera.
A quei tempi le famiglie ricche si contavano sulle punta delle dita.

I più vecchi ricordano i Guerrieri, i Merlini, i Santarelli, signorotti del luogo che davano comunque lavoro alla povera gente, grazie alla raccolta dei pomodori, delle olive e dell’uccisione del maiale.
Chi aveva un maiale entrava di diritto nel novero dei ricchi!

Molti contadini venivano impiegati come “bifolchi”.

Questo termine oggi usato per disprezzo, a quei tempi era sinonimo di figura di primo piano come ha ricordato Sgattoni in un suo libro: addetto alle stalle, guidava i buoi a lavoro, seguiva fiere e mercati per il suo padrone e presiedeva a tutti i lavori della campagna.

Qui, nell’odierna Villa Popolo c’è la splendida San Bartolomeo che custodisce singolari bellezze.

Vi si accede attraverso un porticato con cancelletto in ferro battuto.

Notiamo il piccolo campanile con le due campane di media grandezza.

Qui, come altrove le campane rivestivano grande importanza; il tempo passava scandito dal ritmo delle stagioni, dall’avvicendarsi dei giorni e delle notti, accompagnato dal suono delle campane che chiamavano a lavoro o alla preghiera, annunciando anche fatti di vita sociale, come battesimi, nozze, funerali.

In chiesa colpisce il soffitto recante più di cento dipinti messi sorprendentemente tra le travi ornate che sorreggono il tetto, in un’opera unica datata 1684.

La ricchezza inaspettata dell’opera, in un borgo così isolato, stordisce l’animo di chi la visita per la prima volta.

Cinque campate che rappresentano San Bartolomeo con, a lato, dodici martiri e a destra la Crocifissione con Angeli recanti i simboli della Passione.

A seguire l’Onnipotente e i dodici Profeti, l’Immacolata e i Santi Martiri e al centro il Cristo finalmente risorto con una schiera di angeli festanti.

Un antichissimo confessionale in legno e, sull’altare, una statua del Santo recante un libro sul quale è incisa una scritta che invita a rinunciare alle cose terrene, rubano ancora l’attenzione estasiata di chi vi scrive.
Della chiesa è singolare la disposizione delle finestre, messe lì in un modo che sembra causale ma che invece segue un ordine ben preciso.


Di essa si parla in due bolle papali, la prima emanata da papa Clemente IV nel 1267 e la seconda, risalente al 1327, ad opera del pontefice Giovanni XXIII°.

Altro riferimento storico e la data 1684 impressa sul muro esterno della chiesa.

Il soffitto della chiesa è decorato con mattonelle di maiolica dipinte in maniera similare a quello della chiesetta di San Donato nei pressi di Castelli.

La chiesetta di San Bartolomeo è formata da un'aula unica coperta da un tetto a capriate che si prolunga nella parte anteriore formando una specie di tettoia sostenuta da due pilastri angolari di mattoni.
Ha due ingressi, uno sulla facciata (sotto la tettoia) e uno laterale.

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Articolo redatto da Sergio Scacchia, autore tra l'altro di tre libri:
"Silenzi di Pietra" e "Il mio Ararat" e "Abruzzo nel cuore".

L'articolo è stato pubblicato su N°2 blog
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giovedì 14 giugno 2012

Celebrazione 68° Anniversario della Liberazione di Teramo


Il 14 giugno 2012 la sezione dell’ANPI di Teramo "Manfredo Mobili" in collaborazione con il Comune e la Provincia di Teramo ha organizzato una manifestazione per celebrare il 68° anniversario della liberazione di Teramo dai nazi-fascisti.

Il video della manifestazione è stato realizzato da Vincenzo Cicconi della PacotVideo.

Le celebrazioni sono iniziate con l'omaggio alla lapide degli otto Martiri teramani uccisi il 13 giugno 1944, alla vigilia della Liberazione di Teramo, nei pressi della Madonna delle Grazie: Chiavone Bruno (20 anni), Cipro Antonio (16), Di Bernardo Antonio (46), D’Intino Mauro (22), Durante Carlo (16), Marcozzi Luigi (48), Parabella Amedeo (33), Quarchioni Aldo (15)

Per l'occasione e su iniziativa dell'ANPI, è stata corretta la lapide in marmo che ricorda l'orrendo eccidio nazista con l'aggiunta del nominativo del giovane teramano Mauro D'Intino ucciso insieme agli altri ma non presente nell'epigrafe, con la correzione di due cognomi e l'inserimento nel testo della giovane età delle vittime.


Dopo lo scoprimento della lapide ripristinata la manifestazione è stata introdotta da Mirko De Berardinis, Segretario Provinciale ANPI Teramo e sono intervenuti i seguenti relatori:

1 – Antonio Topitti, Presidente Sezione ANPI di Teramo
2 – Maurizio Brucchi, Sindaco del comune di Teramo
3 – Mauro Martino, Presidente del Consiglio Provinciale di Teramo
4 – Antonio Franchi, Senatore e Presidente Provinciale ANPI di Teramo che ha ripercorso le diverse vicende della Resistenza teramana.



La prima parte delle Celebrazioni si è conclusa con la benedizione della lapide ed una preghiera per le vittime dell'eccidio nazista, da parte di Padre Ferdinando del Santuario della Madonna delle Grazie.

Al termine della manifestazione si è svolto un corteo celebrativo ed i partecipanti, con in testa i Gonfaloni Istituzionali della Provincia di Teramo, del Comune e delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma, hanno percorso le vie del centro storico cittadino raggiungendo Piazza Orsini dove è stata deposta una Corona d’Alloro nei pressi della Lapide ai Caduti Teramani.

La manifestazione è proseguita poi lungo Corso S.Giorgio, per arrivare fino alla Prefettura di Teramo nel cui cortile interno è stata posta una corona d’alloro nei pressi della Lapide del Comitato di Liberazione Nazionale.

La lapide presente nel cortile interno dell'edificio fu inaugurata nel 1994 in occasione del 50° Anniversario della Liberazione di Teramo e ricorda l'insediamento del CLN nella Prefettura di Teramo avvenuto il 14 giugno 1944 con la partecipazione dei partiti democratici ricostituiti dopo la fine della dittatura fascista.


Alla manifestazione in ricordo della Liberazione di Teramo hanno partecipato i Partigiani Michele Arcaini e Salvatore Tirabovi e Dante De Sanctis che scampò per miracolo alla strage del 13 giugno 1944.

Presenti tra gli altri anche Graziano Nardi e Fernando Mazzarulli, che nel 1944, ragazzini, videro la drammatica scena dell'eccidio nazista.



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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 22 minuti ed è stato pubblicato su quattro canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
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domenica 3 giugno 2012

Escursione da Battaglia al Monte Foltrone (1996-05-04)




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Riprese di Vincenzo Cicconi della Pacotvideo.
Il video ha una durata di circa 4 minuti ed è stato pubblicato su cinque canali di video sharing gestiti dalla PacotVideo:
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Biciclettando sul litorale

Pellegrini, ciclisti, filosofi della lentezza, passisti, scalatori, onore a tutti quelli che guardano il mondo da un altro punto di vista, rallentando i ritmi per soffermarsi, osservare, respirare l’aria. Il motto è: "non si va mai abbastanza piano".

Non sono un ciclista abituale, è la frase che mi ripeto, mentre pedalo insieme a una decina di amici del Coordinamento Ciclabili Teramane.
Non potevo disertare però la proposta di trascorrere una giornata in bici sul tracciato del grande Corridoio Verde Adriatico da Ravenna a Santa Maria di Leuca che, nell’Abruzzo Teramano ha uno dei suoi tratti più belli.

Basta osservarmi per rendersi conto: una bici che quasi tutti i ciclisti snobberebbero, uno zaino legato al portapacchi al posto di graziose sacche, abbigliamento adatto più ad una passeggiata che a una pedalata e i chili di troppo che confermano la mia scarsa frequentazione delle due ruote.

Vi assicuro che lo faccio per voi, carissimi lettori!

L’appuntamento di buon’ora, è davanti al monumentale Torrione di Martinsicuro, all’interno del quale c’è l'Antiquarium di Castrum Truentinum, che conserva ed espone i reperti archeologici raccolti nel corso di diverse campagne di scavo, realizzate nel territorio comunale.

Sul nuovo ponte stradale della SS 16 sul Tronto c’è una fascia ciclabile che attende di essere connessa con il lungomare di Martinsicuro e Porto d’Ascoli.

Nel lato teramano c’è la promessa, da parte della Provincia, di realizzare un percorso sopra l’argine che congiunga il ponte alla passeggiata al mare.
Appena si riuscirà a collegare - superando il Tronto - la ciclabile abruzzese con quella marchigiana, si avranno immediatamente 40 km pedalabili che ci darà il primato della ciclabile costiera più lunga del Mediterraneo!

Percorriamo il lungomare di Martinsicuro e Villa Rosa, lasciandoci sorprendere dai colori forti della natura.

Facciamo sosta nell’Oasi di Protezione "Foce del Torrente Vibrata".

Riprendiamo a pedalare lungo la frequentatissima ciclabile di Alba Adriatica e Tortoreto lido.

È stata la prima pista della costa, realizzata più di 40 anni fa.
Ampia, ombreggiata e separata dal percorso pedonale, è un esempio per tutti i comuni della costa.
Superato il ponte ciclopedonale sul Salinello, in breve raggiungiamo Giulianova, attraversando l’interno del suggestivo porto.
Avendo tempo, il turista attento potrebbe fare una sosta salendo al paese per scoprire il bel santuario mariano dello Splendore e godere del fantastico panorama del belvedere.

Attraversiamo il ponte di legno ciclopedonale sul Tordino, il più lungo d’Europa.
La comitiva è allegra.

Ho una sensazione nuova: quella di andare piano.

Pedalare su di un tracciato senza salite è meno faticoso del previsto, sento le ruote della vecchia mountain bike urbanizzata, scorrere felici.

Raggiungiamo Cologna spiaggia, costeggiando la ferrovia lato mare.
Decidiamo, con le nostre bici a gomme larghe, di attraversare, un po’ a piedi e un po’ a pedali sul bagnasciuga, la Riserva del Borsacchio per evitare la pericolosa statale, in attesa della pista ciclabile che colleghi Cologna con Roseto, indispensabile.
In città ci regaliamo un fantastico gelato.

Pochi minuti di sosta e poi, via di nuovo sul lungomare fino alla foce del Vomano attraverso il piccolo porticciolo di Roseto che attende piena valorizzazione.

Quindi attraversiamo il ponte della statale dove auspichiamo si ricavi una fascia ciclopedonale protetta lato mare e iniziamo la ciclabile di Scerne.

Una breve visita al Villaggio Hapimag è d’obbligo.
È un luogo ben curato e bello da vedere.
Una piccola Svizzera in Abruzzo.
Sempre su ciclabile, attraversiamo una selvaggia e suggestiva campagna che arriva a lambire la spiaggia. Mare e campagna si fondono.
Ecco Pineto.

Una sosta sotto i pini d’Aleppo, visto che a quest’ora comincia a far caldo.

C’è una voglia pazza di un fumante piatto di spaghetti con le vongole.
Meglio riprendere a pedalare su terra battuta per raggiungere in pochi minuti l’Area Marina protetta Torre di Cerrano.

Approfittiamo per visitare il suggestivo manufatto salendo anche sul terrazzo di copertura.

Il panorama è meraviglioso.
Silvi Alta alle spalle, la costa pinetese verso nord, la costa di Silvi a sud; lo sguardo prosegue verso gli hotel di Montesilvano.
Una Croazia d’Abruzzo è questo tratto di mare e il colpo d’occhio ne gode.
A Silvi Marina, qualche problema!
Purtroppo ancora è tutto da fare in termini di ciclabilità.
C’è da superare due ponti sulla statale, a distanza di circa 1 km l’un l’altro, sul Piomba e sul Saline.

Sui nuovi ponti stradali progettati a valle della ferrovia sarà ricavata una fascia ciclopedonale che consentirà di scavalcare i due fiumi anzidetti evitando la statale.

Raggiungiamo Montesilvano.

Qui riprende la ciclabile, un tutt’uno con Pescara dove è possibile attraversare il bellissimo Ponte del Mare.

Dal porticciolo turistico di Pescara sud, si potrebbe arrivare, pedalando per mezz’ora, a Francavilla al Mare.
Da qui si spera che presto venga riconvertito il vecchio tracciato ferroviario sul mare dei Trabocchi per arrivare a Vasto!




Gli articoli inseriti nella rivista sono redatti da Sergio Scacchia, autore tra l'altro di tre libri:
"Silenzi di Pietra" e "Il mio Ararat" e "Abruzzo nel cuore".

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Gli articoli sono inoltre pubblicati da Vincenzo Cicconi della PacotVideo , tra l'altro gestore di questo blog, su:
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domenica 6 maggio 2012

Escursione Umito - Cascate della Volpara (1996-05-05)


Percorso: da Umito attraverso il Fosso della Montagna, il Rio della Prata, il Rio Volpara, le Cascate della Volpara con rientro ad Umito.

L'escursione che vogliamo proporre oggi fu effettuata il 5 maggio 1996 e parte dal paese di Umito a due passi da Acquasanta Terme abitato da poche decine di persone con le sue vecchie case adornate con i gufi, vecchi balconi in legno di origine longobarda.

Nei dintorni del paese si ricorda il triste episodio di un gruppo di partigiani tradito nel marzo del 1944 da un sottufficiale acquasantaro passato al nemico.
I partigiani e i tedeschi ingaggiarono una cruenta battaglia e oltre 50 partigiani perirono.

Oggi a Pozza, nei pressi di Umito, un piccolo cimitero partigiano ricorda il sacrificio di quegli uomini.

L'escursione in un mare di verde, risalendo la splendida valle del Fosso della Montagna e del Rio Volpara sul versante nord dei Monti della Laga, ci ha regalato la visione delle splendide Cascate della Volpara.
Traversato il torrente che forma una piccola ma bella cascata si comincia a costeggiare da vicino il Rio Volpara che qui presenta bellissime lastronate di arenaria accarezzate dall'acqua che vi forma scivoli e vasche





 


 






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mercoledì 2 maggio 2012

Spezzatino di petto di pollo con spinaci

Per la realizzazione di questa pietanza ho utilizzato i seguenti ingredienti:
1 - Petto di pollo disossato e senza pelle
2 - spinaci bolliti in una pentola capiente con poca acqua
3 - brodo di verdure (carote, sedano, broccoli, patate)
4 - rosmarino, erbe aromaticche, aceto balsamico, sale e pepe

1° Fase: Tagliare alcuni petti di pollo in tranci piccoli.
In una pentola mettere alcuni spicchi d'aglio e un rametto di rosmarino e rosolare lo spezzatino SENZA OLI o altri condimenti.
La carne deve essere costantemente mescolata per evitare che la carne si attacchi alla pentola


2° Fase: dopo 5 minuti di rosolamento innaffiare la carne con un paio di coppini di brodo e due cucchiai di aceto balsamico
Di tanto in tanto e quando il liquido si ritira immettere alcuni coppini di brodo


3° Fase: Dopo 34 minuti inserire gli spinaci bolliti e le verdure utilizzate per preparare il brodo.
Non buttare il brodo di cottura degli spinaci perchè potrà essere utilizzato come brodo per eventuali altre pietanze.


4° Fase: dopo 47 minuti spegnere il fornello e servire


sabato 28 aprile 2012

Escursione Anello di Cerqueto (1996-04-28)



Percorso: da Cerqueto attraverso il Rio Ferroni, Peschiofolle, il Colle Varo, il Colle del Fiele, il Colle dei Prati Mignari, il Fosso Faina, la fonte Macinelli, la Fonte Salse e il rientro a Cerqueto.

Il paese di Cerqueto, nel cuore del Gran Sasso, conserva notevoli caratteri di antichità, soprattutto nella parte alta, il cosidetto "Borgo Vecchio" dove abbiamo incontrato degli interessantissimi esempi di gafi.

L'escursione non è stata felice dal punto di vista metereologico ma si è rivelata bellissima grazie alla visita proprio del paese e soprattutto del "Museo delle antiche tradizioni contadine" che ha chiuso la nostra serata in bellezza.

Non abbiamo potuto godere dello splendido panorama che da Collevaro si apriva sui Due Corni, sul Monte Corvo e su Pietracamela a causa della nebbia.

Naturalmente ci torneremo.

Ma sui Prati Mignari a 1.500 metri splendide fioriture di crochi e primule ci hanno abbondantemente ripagati della fatica.

L'etimologia del toponimo di Cerqueto è trasparente, da Querceto a Cerqueto seguendo l'antico dialetto locale dove ancora oggi "Cerqua" sta per Quercia.
La visita al Museo del Folclore conclude degnamente la nostra splendida giornata

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